ROMA «I fannulloni spesso stanno a sinistra». Non l'ha detto il comico Antonio Albanese, non è una battuta dell'onorevole Cetto Laqualunque. È una frase seria pronunciata dal ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Che poi ha aggiunto: «Di questo mi dispiaccio, perché io sono di sinistra, sono socialista». Il ministro parlava a Montecatini, di fronte a una platea di centrodestra: l'assemblea dei Circoli del Buongoverno, associazione creata da Marcello Dell'Utri.
L'opposizione. Alle affermazioni di Brunetta, subito rilanciate dalle agenzie di stampa, sono seguite le repliche di politici e sindacalisti. Linda Lanzillotta, ministra ombra del Pd, ha invitato Brunetta a non politicizzare il dibattito sulla pubblica amministrazione: «Attenzione ministro Brunetta, la lotta ai fannulloni può essere sostenuta, e noi lo abbiamo fatto l'altro giorno in commissione Affari Costituzionali al Senato, a condizione che non sia né di destra né di sinistra, ma nell'interesse dei cittadini per bene». Più spigolosa la risposta di un altro esponente del Pd, l'ex ministro Cesare Damiano: «Dire che i fannulloni sono di sinistra è come dire che i macachi sono di destra, sono battute paradossali, senza senso, infondate, che dimostrano come il governo utilizzi categorie ideologiche che prescindono da un'analisi seria e reale dei fatti». Ancora più forti le parole di Bobo Craxi, socialista: «Considerazioni superficiali e faziose come quelle del ministro Brunetta sono la dimostrazione della mancanza di serenità e di equilibrio necessari a svolgere il compito di ministro». Sceglie la polemica personale l'onorevole dell'Italia dei valori Franco Barbato, che definisce Brunetta «deputato fannullone» e spiega: «Percepisce due stipendi, quello da parlamentare e quello da ministro, ma il lavoro da deputato non lo fa perchè alla Camera non ci viene mai. Invece di sollevare inutili polveroni, perchè non si dimette da parlamentare? Il primo fannullone è lui».
La Cgil. Ma il bersaglio esplicito del ministro non sono i partiti dell'opposizione. Il bersaglio è la Cgil, cioè sindacato che ha scelto di non firmare i rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici e di continuare la sua battaglia con scioperi e manifestazioni. Nel suo discorso di Montecatini, Brunetta ha accusato la Cgil di non avere «un'attitudine responsabile e costruttiva». Il segretario generale Guglielmo Epifani ha ribattuto così: «I fannulloni sono di sinistra? Ci dia una prova di quello che afferma. Perché se non ha prove è un bugiardo». Per Epifani «ci vorrebbe più serietà e attenzione alle cose che si dicono. E soprattutto misurarsi sulle proposte. L'unica cosa di cui non si parla sono le proposte che sono in campo».
Ancora Brunetta. Nei giorni passati il ministro sembrava essere riuscito nell'intento di separare la Cgil dal centrosinistra, tanto da ottenere anche una collaborazione del Pd in Parlamento per far approvare un suo disegno di legge. L'attacco di ieri però, rivolto genericamente alla «sinistra», potrebbe riavvicinare l'opposizione sindacale e quella politica. Non a caso nel pomeriggio Brunetta ha diffuso un comunicato in cui si ribadiscono le accuse di fannullonismo al «sindacalismo di sinistra» e alla «sinistra radicale più estrema», ma in cui si dà anche atto al Partito democratico di «essere stato coerente al Senato nella volontà di migliorare la pubblica amministrazione».