PESCARA. «La prima impressione è del tutto negativa. Credo che sia stato un errore politico approvare questa legge, soprattutto in questo momento. Si tratta di una legge incostituzionale». Vincenzo Cerulli Irelli, avvocato costituzionalista, ex parlamentare della Margherita, esponente del Pd, prende le distanze dalla legge regionale che ha permesso, con una maxi infornata, l'assunzione di mille precari, tra cui oltre settanta portaborse. Si tratta di collaboratori delle segreterie politiche e degli assunti con chiamata nominale.
Professor Cerulli Irelli il provvedimento della Regione Abruzzo prevede l'assunzione di mille precari senza distinguere tra chi ha alle spalle dieci anni di lavoro, chi è entrato dopo un concorso, e quanti sono stati assunti come persone di fiducia di esponenti politici. Un guazzabuglio che non regge. Lei cosa ne pensa?
«A mio giudizio la legge è incostituzionale perché non può comprendere l'assunzione del personale in servizio presso le segreterie degli assessori e dei capigruppo al Consiglio regionale. Personale di nomina politica con compiti di carattere prettamente politico».
La decisione del Consiglio non farà molta strada.
«La legge appare frutto di un errore di valutazione ed è auspicabile che venga rapidamente abrogata, prima della sua attuazione, ove fosse promulgata. Infatti è incostituzionale ed è perciò prevedibile che sarà impugnata e successivamente annullata dalla Corte; con conseguenze evidentemente non piacevoli, ove nel frattempo le procedure di stabilizzazione fossero state fatte».
I «portaborse» però sostengono di essere lavoratori regionali come altri.
«Sia nell'ambito del Governo e del Parlamento nazionale, sia in ambito regionale, gli organi politici: ministri, parlamentari, presidenti di commissione, capigruppo; possono usufruire di un supporto di uffici composti da personale di loro esclusiva fiducia, destinati a assisterli nelle funzioni di carattere politico: personale e relative funzioni del tutto distinti da quelli propri degli uffici amministrativi».
Proprio per queste caratteriste quindi non possono essere assunti con contratto definitivo.
«E' pacifico che questo personale non abbia alcuna stabilità e che segua il mandato degli organi politici dai quali è nominato senza alcuna garanzia procedurale, e che possa essere sempre revocato. La legge approvata dal Consiglio regionale accomuna questo personale a quello precario degli uffici amministrativi nelle procedure di assunzione. Il tutto a prescindere dalla capienza delle rispettive piante organiche rispettivamente della Giunta regionale e del Consiglio regionale. Anzi, le stesse piante organiche dovranno essere rideterminate».
Dopo il voto del 30 novembre con l'insediarsi di nuovi gruppi politici allora cosa accadrà?
«La norma approvata prevede che in futuro sarà bloccato ai nuovi assessori e ai nuovi Consiglieri di utilizzare proprio personale di diretta collaborazione. A tal fine dovranno usare il personale assunto sulla base della legge varata dall'ex consiglio regionale».
Le appare ragionevole?
«No, perchè costringe irragionevolmente i futuri esponenti politici ad utilizzare esclusivamente il personale già assunto, che presumibilmente non è a loro collegato da alcun rapporto di fiducia politica».
Lei è quindi convinto che la legge sarà bocciata?
«L'incostituzionalità della legge, per violazione del principio del pubblico concorso e dell'accesso ai pubblici uffici da parte di personale esterno, è da ritenere pacifica. E' anche in contrasto con la stessa disciplina già prevista nella Regione Abruzzo, laddove aveva escluso il personale "di nomina politica" dalla progressiva stabilizzazione dei lavoratori precari. D'altra parte, essa presenta anche aspetti di incostituzionalità per violazione del principio di ragionevolezza e di buon andamento, laddove equipara il personale degli uffici amministrativi a quello delle segreterie politiche. Categorie di personale chiaramente distinte e soggette a disciplina del tutto diversa».