ROMA. Con 2 miliardi e trecento milioni di debiti Alitalia non avrà le risorse per pagare tutti i creditori. Ne avrà una parte, dice il commissario straordinario Augusto Fantozzi. Con il rischio di non rimborsare i 300 milioni del prestito ponte del governo, che ricadranno sui contribuenti? «Assolutamente sì». La compagnia lotta contro il tempo e contro i creditori mentre è ancora in corso una vera partita sull'offerta della Cai.
La Compagnia ha messo sul piatto un miliardo di euro (tra cash e accollo di debiti) per ereditare asset e dipendenti della compagnia e farla così rinascere in una nuova azienda. Il passaggio chiave della risposta all'offerta arriverà «entro metà della prossima settimana», e a quel punto finalmente «si vedrà un bel sereno», dice Fantozzi in tv: «Non è possibile rinviare oltre il primo dicembre». La chiusura dell'accordo dovrebbe essere ormai vicinissima: la stima degli advisor sul valore degli asset indica che «il valore giusto non è lontano da quello offerto da Cai. Intanto «sono state spedite le lettere di messa in cassa integrazione a rotazione per tutti i dipendenti», circa 17mila. E per poco più di 12mila verrà spedita all'inizio della prossima settimana la lettera di assunzione della Cai. E' ancora scontro con i sindacati autonomi. E non si fermano le cancellazioni di voli e i ritardi che la compagnia prevede anche per tutta la prossima settimana. Sullo «sciopero bianco» è duro lo scambio di accuse con l'azienda. Gli aerei non decollano per colpa «del persistere del comportamento anomalo nelle procedure operative» da parte degli equipaggi che da giorni stanno applicando puntigliosamente le regole del manuale, dice l'azienda, che ora punta il dito anche contro «consistente aumento delle assenze per malattia di una parte del personale di volo». E' una scelta dell'azienda quella di cancellare i voli, ribattono le sigle asserragliate sul fronte del no: per le organizzazioni dei piloti Anpac e Up e degli assistenti di volo Anpac e Avia, e per l'SdL, il «crescendo di ritardi e cancellazioni» potrebbe essere «un piano di emergenza per permettere alla Cai di subentrare nelle attività di Alitalia senza eccessivi scossoni attraverso un rallentamento del sistema, fino magari al blocco quasi totale».
Ed è ancora caos bagagli per la valanga di valigie scaricate dai voli cancellati quando erano già sul punto di decollare.
Il commissario straordinario è impegnato nel braccio di ferro con i creditori. «Fratelli-coltelli», dice degli italiani: «Negli aeroporti cercano di sequestrarci gli aerei a terra e l'Eni che ci minaccia di non farci volare se non gli paghiamo la benzina». E l'Eni replica: «Applichiamo rigorosamente le regole contrattuali internazionali». Mentre sarebbero già state allentate alcune condizioni, come i tempi di consegna del carburante dopo il pagamento (ridotti da 15 a 7 giorni), per venire incontro alle difficoltà della compagnia.