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Pescara, 18/06/2026
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Data: 18/11/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Fitto alla Regione: datemi le carte sui precari. Il ministro vuole i provvedimenti votati dal consiglio. E oggi arriva in Abruzzo. D'Amico propone di non promulgare la parte sui portaborse

PESCARA. Il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto ha chiesto alla Regione «di acquisire con urgenza la copia del provvedimento legislativo» sull'assunzione dei mille precari di Regione e Asl votato dal Consiglio regionale del 7 novembre scorso. Fitto ha chiesto anche «la relativa documentazione a supporto dei lavori consiliari, per valutarne la legittimità costituzionale» per l'esercizio dell'esame previsto dalla Costituzione. È il primo atto ufficiale del ministro sulla vicenda dei precari, sulla quale nei giorni scorsi aveva già espresso dubbi di legittimità. Tra l'altro Fitto sarà oggi in Abruzzo per la campagna elettorale di Gianni Chiodi a Lanciano (Palazzo Studi ore 19,15) e a Ortona (Hotel Mara ore 20,30).
Il ministro in alcune dichiarazioni riportate dal quotidiano economico Italia Oggi aveva espresso perplessità sui provvedimenti votati perché il Consiglio è sciolto e dovrebbe limitarsi solo ad approvare atti indifferibili.
Ieri sulla questione è intervenuto anche il presidente vicario della Regione Enrico Paolini (che non ha ancora firmato la promulgazione della legge). Paolini di fatto ha preso le distanze dalla decisione dell'assemblea dell'Emiciclo, ricordando che il provvedimento legislativo di assunzione a tempo indeterminato del personale precario «è frutto di un atto autonomo del Consiglio Regionale, non preventivamente adottato dalla Giunta». Paolini ha anche sottolineato che l'esame del documento legislativo richiesto da Fitto «avverrà con il massimo appoggio da parte della Regione Abruzzo, in considerazione del principio di leale collaborazione che caratterizza da sempre i rapporti esistenti tra gli uffici e la Regione».
Intanto continua la ricerca del verbale della contestata seduta, dal quale si dovrebbe capire chi ha votato i due emendamenti, quello sui precari di regione e Asl e quello sui portaborse. L'assessore al Bilancio e al Personale Giovanni D'Amico, in assenza del verbale, propone a questo punto che si promulghi solo il primo emendamento «su cui non si è manifestata alcuna volontà contraria» contenente l'assunzione del personale precario della regione e degli enti strumentali, e le promozioni del personale regionale, «il tutto nell'ambito dei poteri di coordinamento affidato dal Regolamento Consiliare al presidente dell'assemblea».
D'Amico ricorda che su questo emendamento «si è realizzato un accordo con le organizzazioni sindacali e con i lavoratori precari della Regione che assicurano servizi essenziali». In questo modo, spiega D'Amico «cadrebbero tutte le norme contestate», e si determinerebbe «il superamento delle questioni di legittimità costituzionale sollevate in questi giorni».
A difesa del provvedimento intervengono anche i precari storici (270 co.co.co e 74 a tempo determinato assunti con stipendio dai 18mila ai 26mila euro lordi l'anno). Daniele Pollice, da 7 anni precario regionale, invita «a non fare di tutta l'erba un fascio» e a distinguere i precari dai portaborse. «Noi abbiamo contratti da co.co.co. che vanno avanti da cinque, sette, dieci anni e abbiamo diritto alla stabilizzazione secondo il programma della Finanziaria». I precari sono invece contrari all'assunzione dei portaborse, «soprattutto dopo l'ultima lettera scritta ai giornali in cui si sono firmati come lavoratori precari a tempo determinato. È una sciocchezza, perché noi siamo entrati per selezione pubblica, loro per chiamata diretta di un politico. E non esiste nessuna legge che dica che un incarico politico può essere stabilizzato».
Il problema dei precari storici è che i politici, sia quelli di centrosinistra che di centrodestra, hanno allargato progressivamente le maglie per le assunzioni e così ora si rischia che il governo blocchi tutto.

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