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Pescara, 18/06/2026
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Data: 18/11/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Alitalia, disagi pesanti per tutta la settimana. Ieri a terra 70 aerei, oggi previste quasi 50 cancellazioni. I "comandanti": avanti a oltranza

ROMA Ancora settanta voli ieri, cinquanta oggi. Probabilmente anche di più. Il calvario per i passeggeri Alitalia continuerà almeno sino alla fine della settimana: per il cosiddetto "sciopero bianco" attuato da piloti e assistenti di volo e per il "taglio" di alcuni collegamenti disposto dai vertici della compagnia al fine di «riprogrammare l'operativo». Che, secondo l'Anpac, potrebbe addirittura portare alla paralisi sel servizio. Attivato anche un numero verde (800-650-055) per fornire alla clientela informazioni sui voli. Insomma, è ormai acclarato che il commissario straordinario, Augusto Fantozzi, sta rimodulando il network per adeguarlo al passaggio di Cai che dovrebbe avvenire il primo dicembre. Ma che, verosimilmente, così non sarà.
Resta difficile immaginare, infatti, che in poco più di dieci giorni Cai riesca a reclutare i circa 12.600 dipendenti necessari a far decollare il vettore. Intanto dovranno essere ultimate le procedure per la messa in cassa integrazione straordinaria dei lavoratori attuali. Il termine è fissato per il 24 novembre: prima dovrà finire in Cigs e poi in mobilità tutto il personale in organico dal quale Cai attingerà per le nuove assunzioni. Le lettere di Cigs dovrebbero partire nelle prossime ore. Una prima tranche di circa 11.000 che riguarderebbe i dipendenti che assicurano la continuità dell'operativo; gli altri sei-settemila in una seconda fase, ma in tempi assolutamente ravvicinati. Però c'è ancora qualche ostacolo da superare: per esempio, il possibile rifiuto della Cigs per quei lavoratori che sono distanti più di 50 chilometri (o ottanta minuti di con i mezzi pubblici) dal posto di lavoro. Il rifiuto in questo caso non comporterebbe l'automatica esclusione dall'assunzione. Sembra tuttavia che al ministero del Welfare starebbero lavorando per appianare l'ostacolo. Che non significa la possibilità di riaprire la trattativa. «Non c'è più spazio - ha ribadito il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli - per il negoziato».
C'è poi il rifiuto netto delle associazioni professionali dei piloti e di una larga parte degli assistenti di volo degli accordi sullo schema dei nuovi contratti di lavoro che invece è stato sottoscritto dai sindacati confederali. Il "fronte del no" ha precisato di non aver dato direttive precise circa l'accettazione o meno dei contratti individuali, ma ha lasciato e lascia libertà di coscienza. Se però la coerenza è ancora un valore molti, tra "comandanti", hostess e steward, dovrebbero rispondere respingendo al mittente l'offerta che arriverebbe loro sulla base del nuovo schema contrattuale. Difficile, francamente, immaginare che così sarà per evidenti per quanto comprensibili motivazioni. Lo sanno bene anche quei piloti che pure hanno bocciato l'accordo firmato dai confederali. Insomma, non si fanno illusione sull'esito della partita. Fanno sapere tuttavia che lo "sciopero bianco", anzi la scrupolosa attenzione ai regolamenti, continuerà ad oltranza. E fanno sapere ancora che far volare almeno millecinquecento piloti scontenti è ben diverso che tenerli alla consolle in una situazione psicologica relativamente ottimale. E poi c'è il lungo rosario di scioperi in programma (a cominciare da quello del prossimo 25 novembre) che potrebbe creare turbative notevoli sulla rotta della nuova Alitalia.
Infine, c'è la preoccupazione dell'intero arco sindacale per la situazione finanziaria dell'azienda davvero sull'orlo del tracollo. I debiti - parole di Fantozzi - ammontano a 2,3 miliardi di euro ed il rischio è che i fornitori chiudano porte e rubinetti e i lavoratori in esubero non possano ricevere gli stipendi e le tredicesime di dicembre.

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