ROMA Chiamatele pure "regole di comportamento", in effetti è probabilmente l'ultima diga che, a livello formale, l'Anpac intende erigere per fronteggiare l'iniziativa di Cai che, nei prossimi giorni, procederà alla chiamata individuale dei piloti. Il numero due dell'associazione professionale, Stefano De Carlo, ha inviato per e-mail agli iscritti un vademecum sulle «precauzioni» da adottare.
«Dunque - consiglia l'Anpac - per un paio di settimane si potrebbe non ritirare le raccomandate al proprio domicilio. In caso di chiamata telefonica si potrebbe comunque prendere tempo e dare la propria disponibilità da una certa data in avanti. Nel caso di convocazione da parte di Alitalia (il Kommissario - scritto proprio con k - potrebbe rendere disponibili gli uffici ed il personale dell'azienda per la consegna delle proposte) si potrebbe chiedere comunque qualche giorno di tempo per una decisione definitiva in modo da poter analizzare nel dettaglio la proposta. Si dovrebbe chiedere il contratto collettivo di lavoro che sarà applicato, il livello retributivo e la sede di lavoro e del tempo per far studiare il tutto al proprio avvocato. Insomma, prima di dire sì o no, riflettete e non siate superficiali. E' una decisione che può cambiare in modo significativo la propria vita e non può essere presa a cuor leggero».
Un invito chiaro, come è giusto che sia e che non lascia dubbi sulla volontà dell'associazione di portare avanti la battaglia, senza tentennamenti. Anche se è stata la stessa Anpac a precisare di volersi attenere alla libertà di coscienza dei propri iscritti. Resta, ovviamente, confermata la bocciatura netta dell'intesa sui contratti firmata da Cai e Cgil, Cisl, Uil, Ugl. In una seconda e-mail il presidente, Fabio Berti, condanna senza appello il comportamento dei confederali: «...nonostante le forme acquisite, in ambienti Cai esisterebbe un forte imbarazzo per la poca credibilità professionale e per la scarsa rappresentatività sindacale di chi ha sottoscritto gli ultimi accordi....Potete immaginare quale basso rispetto possano avere i vertici di Cai verso rappresentanti sindacali che non hanno opposto alcuna resistenza per difendere la propria storia, la propria dignità e la propria professionalità. Imprenditori che sanno ben valutare il valore e la dignità della rispettiva controparte. Ma questo non lo diranno mai».