ROMA. L'unica certezza è che venerdì il Cipe dovrebbe dare il via libera a 16 miliardi e 600 milioni di investimenti in progetti di infrastrutture strategiche. Il resto sono ipotesi, alcune solo politiche, altre «di lavoro», nel senso che i tecnici del ministero dell'Economia ne stanno valutando gli eventuali effetti sui saldi. E' fra le ipotesi l'idea di un intervento a favore delle famiglie, partendo da quelle meno abbienti e più numerose. Una sorta di sperimentazione del «quoziente familiare», ovvero quella formula che permetta di far pagare, a parità di reddito, meno tasse a nuclei familiari più numerosi. Altra ipotesi riguarda le tredicesime. La detassazione, chiesta a gran voce dal centrosinistra e dalla Cgil, non ci sarà.
Si preferisce agire su una misura che ha effetti di mancati introiti fiscali quest'anno, ma che prevede un recupero nel 2009, ovvero la riduzione dell'acconto Irpef di novembre oggi al 99% delle tasse pagate per il 2007. In alternativa potrebbe esserci un vero e proprio bonus fiscale, ma anche qui le risorse a disposizione non sono molte.
Altra misura a favore dei lavoratori potrebbe essere la detassazione degli straordinari (per altro già confermata dal ministro Sacconi). Resta in piedi il prestito da 5mila euro per ogni figlio nato al tasso fisso del 4 per cento.
Potrebbe essere previsto anche un bonus università per le famiglie numerose «impegnate a dare un'istruzione di rango superiore ai propri figli», come dice il presidente della Lombardia, Formigoni.
Per le misure sulle famiglie in teoria si dovrebbe aspettare l'inizio di dicembre, l'ultima riunione del 2008 dei ministri europei dell'Economia e delle Finanze.
Lo chiede Jean Claude Juncker, presidente dell'Eurogruppo: «Serve dare una risposta forte e coordinata, per qusto sarebbe meglio che gli Stati evitino di anticipare misure prima di averle sottoposte all'Ecofin».
Ma il governo sembrerebbe intenzionato a varare un paio di decreti legge in una, due settimane. Il primo dovrebbe riguardare la capitalizzazione delle banche (20 miliardi la posta, ma con possibilità di copertura solo se davvero necessari), una misura che, indirettamente, va a favore delle piccole e medie imprese. La sottoscrizione di eventuali prestiti obbligazionari (magari senza scadenza) o di azioni privilegiate delle banche da parte del Tesoro, sarebbe infatti vincolata all'impegno di canali agevolati di finanziamento per le imprese.
Alle imprese, poi, andrebbero agevolazioni sull'Irap e l'Iva. Nel primo caso si tratta della deducibilità del costo del lavoro, nel secondo del pagamento dell'Iva non più all'emisione della fattura, ma all'incasso effettivo del denaro.
Tornando alle infrastrutture che venerdì potrebbero vedere il via («Cantieri aperti in 6 mesi», assicura Matteoli), si tratta principalmente di autostrade.
La Livorno-Civitavecchia, la Brescia-Bergamo-Milano, la Salerno-Reggio Calabria, la Mantova-Milano. Poi ci sono interventi per il Mose di Venezia, una prima tranche del Ponte sullo Stretto. Il ministro delle Infrastrutture aggiunge che entro marzo andranno al Cipe altri interventi per 44 miliardi. In tutto fanno 60,6 miliardi. Parte consistente degli 80 che il governo dice di mettere sulla ripresa.
C'è però un dubbio, lo esprime l'opposizione, lo esprimono i sindacati. I soldi sono nuovi stanziamenti o lo spostamento di qualcosa che è già previsto? Enrico Morando, senatore del Pd, non ha dubbi: «Stando all'ufficio studi del Senato - dice in un'intervista al Messaggero - solo negli ultimi 3 mesi il Fondo per le aree sottoutilizzate, il Fas, è stato saccheggiato per coprire la spesa corrente, per esempio per consentire l'abolizione dell'Ici, e ridimensionato di ben 3 miliardi e mezzo. Una cifra enorme».