L'AQUILA - Una campagna elettorale sulla graticola, con pronunce della Corte d'Appello e contropronunce (per ora parziali) del Tar che rimette in corsa una lista, con la possibilità che il voto slitti di quindici giorni. Prospettiva che non turba Pierferdinando Casini. Il presidente dell'Udc è intervenuto ieri all'Aquila ad una manifestazione per il candidato governatore Rodolfo De Laurentiis. «Quindici giorni in più di campagna per il voto -afferma- sarebbero per noi un'opportunità in aggiunta a quelle che abbiamo. Più tempo, più possibilità di far sentire meglio la nostra voce». Casini, che è stato poi presentato al pubblico del centro congressi "Duca degli Abruzzi", dal segretario provinciale dell'Udc Vincenzo Retico, era accompagnato dall'esponente dell'Udeur (movimento alleato) Giampaolo Arduini, dal consigliere provinciale Udc Vincenzo Corridore e dai candidati Morena Pasqualone, Leo Orsini e Pietro Centofanti. «In giro -ha aggiunto Casini- sta lievitando qualcosa di diverso, c'è una voglia di cambiamento evidente e molti guardano al centro. Ecco perché dico che, se la campagna elettorale si allunga, proprio noi centristi avremo un'opportunità in più». Il presidente dell'Udc si è poi soffermato sulla situazione dell'Abruzzo, i cui elettori «non possono non essere delusi da quanto avvenuto negli ultimi anni». Gli abruzzesi hanno già «sperimentato due ricette, quella del centrodestra che ha fallito, e quella del centrosinistra la cui gestione si è conclusa con un disastro. Un bilancio fallimentare, e non mi riferisco alle vicende giudiziarie, ma a quelle politiche, come l'assunzione dei portaborse, ultimo atto del consiglio regionale». Casini ha concluso affermando che «è tempo di voltar pagina, Tra destra e sinistra ci sono più affinità di quanto non sembri. Fanno come i ladri di Pisa che litigano di giorno, ma la notte vanno a rubare insieme».
In mattinata De Laurentiis, a Lanciano, aveva parlato di sanità: «Noi pensiamo per l'Abruzzo ad una sanità diversa da quella degli altri schieramenti politici, che sono ambigui, non dicono fino in fondo cosa vogliono fare. Non vogliamo la riduzione degli ospedali, come Chiodi, e nemmeno un'Asl unica, come Costantini. Vogliamo una sanità con prestazioni efficienti, ospedali con autonomia gestionale e finanziaria con mission e budget definiti, realistici. Ospedali non in fotocopia, ma diversificati tra alta specializzazione, riabilitazione e lungodegenza».