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Pescara, 18/06/2026
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Data: 19/11/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI - Paolini: la data va fissata subito. «Sulla sentenza del Tar decida l'ufficio elettorale»

PESCARA. Il presidente vicario della regione Enrico Paolini ha chiesto alla commissione elettorale della Corte d'Appello dell'Aquila di riunirsi urgentemente - oggi, al più tardi domani - per decidere se dare seguito all'ordinanza del Tar che ha riammesso al voto, in maniera cautelare, la lista "Per il bene comune". Paolini ha chiesto dunque che per la decisione sullo slittamento o meno del voto non si aspetti la Camera di consiglio del Tar fissata per il 26 e l'udienza per il giudizio di merito che si terrà il 10 dicembre. Il presidente vicario ha avanzato la richiesta nel corso di un incontro con il presidente della Corte, la prefettura e l'avvocatura della regione.
Ieri il candidato presidente della lista «Per il bene comune», Angelo Di Prospero, ha consegnato la notifica della decisione del Tar al presidente della Corte d'Appello e allo stesso Paolini. L'ha inoltrata anche ai ministeri dell'Interno e della Giustizia, e ha chiesto formalmente a Paolini il rinvio delle elezioni affinché sia consentito il recupero del tempo perso per la campagna elettorale.
In attesa della decisione dell'ufficio elettorale, Paolini ha chiesto all'avvocatura della Regione un parere tecnico sul numero di giorni minimo necessario per un eventuale slittamento, dato che dovrà essere il presidente della Regione a stabilire la nuova data, sentiti il presidente del Consiglio regionale e la Corte d'Appello. «Mi impegnerò a fare le cose con la massima oggettività», spiega Paolini, «dipende tutto dall'incastro tecnico tra le procedure».
La prima ipotesi, quella dei 15 giorni di proroga della campagna elettorale, con le urne che aprirebbero il 14 e 15 dicembre, non convince al momento Paolini che ritiene più realistico uno slittamento di 30 giorni. Ma in questo caso, con le feste di Natale di mezzo, la prima data utile potrebbe essere il 25 e 26 gennaio. Periodo rischioso meteorologicamente per una regione in gran parte montagnosa.
Ma votando a fine gennaio si anticiperebbe solo di due mesi il voto per le amministrative di aprile. La Regione dovrà dunque valutare se varrà la pena mantenere il voto disgiunto (con le spese a carico della Regione, circa 7 milioni di euro) oppure confluire nel voto provinciale ed europeo con gli oneri che sarebbero a quel punto a carico dello Stato. «Oscilliamo dal 14 dicembre fino all'unificazione con le altre tornate elettorali di aprile», sintetizza Paolini.
Sul voto posticipato è intervenuto ieri il presidente dell'Udc Pier Ferdinando Casini in Abruzzo per sostenere Rodolfo de Laurentiis: «Se a Natale a fianco del panettone ci sarà pure l'urna, non ci dispiacerà». Il segretario della Destra Franco Storace ha chiesto che il Tar si pronunci subito. Il senatore del Pdl Andrea Pastore è certo che un eventuale slittamento «non metterà in discussione il successo del Pdl e l'elezione di Gianni Chiodi, mentre aumenterà la frattura nella coalizione di centrosinistra». Il vicepresidente dei senatori Pdl in Senato Gaetano Quagliariello attacca il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro: «E' sconcertante, e anche deprimente, che invece di spiegare ai cittadini cosa intendono fare per il futuro dell'Abruzzo i nostri avversari, di destra, centro e sinistra, continuino a cercare di inquinare la campagna elettorale mettendo in dubbio la regolarità delle liste del Pdl».

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