L'AQUILA - Alta tensione sulle elezioni regionali. L'Ufficio circoscrizionale non si è ancora riunito, e dunque fioriscono le illazioni sul destino della consultazione: conferma della data del 30 novembre o slittamento? E, se slittamento sarà, a quale data? Se l'Ufficio circoscrizionale aquilano accoglierà le indicazioni del Tar e riammetterà in gara "Per il bene comune" lo slittamento sarà inevitabile, ma se deciderà per l'esclusione della lista le elezioni si terranno regolarmente tra dieci giorni. Tutto è nelle mani dell'Ufficio, che potrebbe riunirsi oggi, e poi in quelle del governatore vicario Enrico Paolini, cui spetta la decisione sull'eventuale nuova data, sentito il presidente della Corte d'Appello aquilana, Mario Della Porta.
Ma, nel frattempo, l'Ufficio centrale elettorale della Corte d'Appello aquilana ha fissato per domani il nuovo sorteggio delle schede. Una decisione che indica, di fatto, l'intenzione di considerare riammessa la lista "Per il bene comune", senza aspettare l'esame di merito fissato per il 26 novembre.
Se l'Ufficio circoscrizionale riammetterà ufficialmente "Per il bene comune", Paolini chiederà immediatamente il parere dell'Avvocatura per capire di quanti giorni ulteriori di campagna elettorale dovrà disporre la lista riammessa. Se si potrà, insomma, votare a dicembre (14 e 15) o no, per il sopravvenire delle festività di fine-inizio anno. L'ipotesi-fine gennaio pare difficile: il rischio maltempo è forte, in alcuni centri montani potrebbe essere vanificata la possibilità per i residenti di votare, con alta probabilità di ricorsi e annullamento delle elezioni. Senza contare che, con le amministrative di lì a due mesi, l'esborso per le esauste casse regionali, e dunque per la collettività, sarebbe pesante e chissà quanto avveduto, visto lo stato del bilancio della Regione. Resta l'ipotesi-accorpamento con le amministrative di primavera, che consentirebbe di contenere le spese. Ipotesi avversata da chi conta in un buon risultato elettorale ora: ma Paolini, che aveva sollecitamente fissato le elezioni a novembre, non potrebbe essere tacciato di voler ritardare il voto. Naturalmente, c'è sempre la possibilità che si vada a votare tra dieci giorni, se la lista non verrà riammessa o se "Per il bene comune" deciderà di ritirarla: sembra ci siano stati contatti in tal senso, con l'invito ai dirigenti del movimento a considerare i costi dello slittamento. Chissà.
Reazioni politiche: Francesco Storace (La Destra) si chiede «chi abbia deciso di far votare l'Abruzzo a primavera, perché questa pare l'incredibile volontà che traspare da dichiarazioni e atteggiamenti», mentre il vice segretario regionale del Pd, Stefania Misticoni, riafferma «la priorità dell'interesse dell'Abruzzo e dei suoi cittadini ad avere un governo stabile pienamente legittimato dai risultati elettorali. Fiducia nella magistratura competente e negli organi preposti a decidere, a partire dal governatore vicario Enrico Paolini»