Iscriviti OnLine
 

Pescara, 18/06/2026
Visitatore n. 755.068



Data: 20/11/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Il Sindaco Cialente sotto protezione, polizia nelle armerie. Doppio vertice per la scorta, i vigili urbani propongono un autista con la pistola

Caccia a chi ha venduto cartucce da cinghiale S'indaga su appalti e minacce ai consiglieri

L'AQUILA. Non ha un'auto blindata, non ha una scorta armata. Ma da ieri il sindaco Massimo Cialente è ufficialmente «sotto protezione». Mentre vanno avanti le indagini per scoprire chi gli ha spedito per posta, all'indirizzo di via Chiarizia, una cartuccia per carabine di grosso calibro, del tipo di quelle usate per abbattere i cinghiali, Cialente si mostra sereno e non modifica la sua agenda. La Prefettura dice di aver «deliberato le misure da adottarsi in relazione al livello di esposizione a rischio riscontrato». I vigili urbani gli hanno proposto un autista armato in divisa e uno di scorta in ufficio.
Misure, queste, sulle quali c'è grandissimo riserbo, almeno pari a quello relativo alle indagini che si sono sovrapposte a quelle dell'incendio doloso del portone di palazzo Margherita avvenuto venerdì notte. Un altro caso ancora irrisolto. Su questo fronte ieri, si è tenuto un doppio vertice dal prefetto e dal questore. I poliziotti hanno messo sotto la lente d'ingrandimento tutte quelle vertenze comunali che possono aver spinto qualcuno a compiere il gesto intimidatorio, posto che, ufficialmente, la pista di possibili infiltrazioni della camorra non sembra essere tra quelle privilegiate dagli investigatori. Né, al momento, è tra quelle suffragate da alcunché di oggettivo.
Ieri, intanto, per prima cosa, i poliziotti hanno visitato tutte le armerie della città interrogando i titolari per vedere se e a chi hanno venduto cartucce del tipo di quella sequestrata e inviata alla Scientifica per gli accertamenti balistici. «È come cercare una goccia nel mare», sussurra un rivenditore. Infatti si tratta di un tipo di munizioni che non possono essere vendute a tutti ma solamente a chi ha il porto d'armi. Tuttavia, di cacciatori di cinghiali ce ne sono molti. Non è difficile neppure reperire questo tipo di cartuccia a chi frequenta i poligoni di tiro. Insomma, una ricerca difficile.
Ma nelle indagini si apre un altro fronte, quello delle minacce ricevute da alcuni consiglieri comunali, tra i quali Enrico Perilli (Rifondazione comunista) al termine del consiglio di giovedì scorso. Il fatto è avvenuto alle 21,15 nell'atrio del palazzo. Un uomo del pubblico si è presentato di fronte a Perilli e ad altri consiglieri e li ha pesantemente apostrofati: «Pezzi di m... e poi venite a cercare pure i voti: siete sempre gli stessi». Poco prima Perilli era intervenuto sull'argomento-piscina, su cui era stata proposta una mozione da Sinistra democratica. La Digos ha sentito tutti i presenti, compreso un avvocato.
Riguardo al rogo doloso di venerdì notte, si stanno visionando i filmati delle telecamere posizionate nelle vicinanze del Comune, che però puntano al massimo sugli ingressi dei negozi e dei locali. Gli investigatori sperano di trovare collaborazione in quei giovani nottambuli che hanno fatto delle fotografie con i cellulari. La speranza è quella di trovare immagini accettabili. I poliziotti fanno appello ai cittadini in possesso di immagini o di informazioni utili per ricostruire l'accaduto.
Il proiettile, invece, è stato messo nelle mani della Scientifica. Era contenuto in una lettera apparentemente normale, spedita attraverso le Poste e quindi non recapitata a mano. Il timbro postale che si legge sulla busta porta la stampigliatura Pescara, dove affluisce tutta la posta della Regione, compresa quella spedita all'Aquila. Difficile stabilire da dove sia partito il plico. Il riferimento, come presunto mittente, alla ditta di pompe funebri Taffo, falsamente attribuito a un'azienda del tutto estranea alla vicenda, lascia pensare che chi ha scritto quell'indirizzo è una persona del posto. Difficile pensare, infatti, che la criminalità organizzata campana possa fare un riferimento così preciso al nome di un'azienda, che pure opera in campo nazionale, ma che è nota soprattutto nell'Aquilano. I reati per i quali si indaga al momento sono minaccia aggravata e incendio. Il pm titolare dell'inchiesta è Tullia Monteleone.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it