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Pescara, 18/06/2026
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Data: 21/11/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Autostrade, tariffe verso un aumento del 2,4%. Il gruppo Gavio chiede incrementi del 14%

ROMA - Tariffe più care del 2,4-2,5%. Potrebbe essere questo l'aumento medio dei pedaggi sulla rete di Autostrade per l'Italia (Aspi), la maggiore d'Italia. «Gli aumenti per il 2009 saranno largamente inferiori all'inflazione» ha spiegato ieri l'amministratore delegato di Atlantia Giovanni Castellucci, che non ha indicato cifre. Ufficialmente quindi nessuna conferma, ma la forchetta dovrebbe essere proprio questa. Per fine anno sempre l'Aspi prepara il car-pooling in Lombardia: un progetto che prevede forti sconti sul pedaggio se si viaggia in gruppo, con l'auto carica.
Fonti vicine all'Anas fanno notare che altre concessiarie, per esempio il gruppo Gavio, hanno avanzato richieste ben più pesanti. Per l'autostrada Torino-Milano, ad esempio, una delle più trafficate, l'incremento richiesto dalla società sarebbe intorno al 14%. La decisione finale spetta ovviamente all'Ente guidato da Pietro Ciucci. Il gruppo Gavio avrebbe motivato a fondo la richiesta di aumento a due cifre del pedaggio, legato in sostanza ai forti investimenti nella rete infrastrutturale e ai costi sostenuti.
Sul fronte degli investimenti Autostrade, del gruppo Benetton, è pronta a fare la propria parte, come chiesto dal ministro Tremonti. Atlantia, ha sottolineato Castellucci in una audizione parlamentare, potrebbe avviare investimenti aggiuntivi per il 2009 per 1,5 miliardi di euro. «Affidando i lavori alle società in house - ha spiegato - cosa prevista fino al 2006 prima della riforma Di Pietro, possiamo disporre di finanziamenti aggiuntivi per 1,5 miliardi». In caso di ritorno alla legge Merloni, vale a dire alla possibilità di affidare i lavori alle proprie controllate, possibilità invece cancellata con la riforma Di Pietro - ha ricordato Castellucci - gli investimenti aggiuntivi su cui poter contare sono ulteriori 1,5 miliardi, questo grazie al taglio dei tempi che si produrrebbe evitando di procedere alle gare per l'affidamento dei lavori, ha evidenziato l'ad. «I nostri piani finanziari sono previsionali e non vincolati, abbiamo l'obbligo di eseguire le opere costi quel che costi ma non hanno il vincolo dei tempi» ha detto ancora, evidenziando come di regola i tempi necessari effettivi per la valutazione di impatto ambientale e la conferenza dei servizi siano sempre superiori a quelli previsti.

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