Elezioni. Impegno per un rinvio "morbido". Oggi incontro dei candidati presidenti coi vertici della Corte d'Appello
PESCARA - Sono d'accordo anche loro, i due rivali: l'ultima data possibile è il 14 dicembre. Non un giorno di più: «Nella malaugurata ipotesi di un rinvio delle elezioni, non si potrà andare oltre la metà del prossimo mese». Chiodi e Costantini l'hanno precisato davanti al pubblico della Confcommercio ieri mattina a Pescara, si impegneranno con ogni mezzo per scongiurare un rinvio più lungo «perchè bisogna dare certezza all'elettorato e non prolungare ulteriormente il gravissimo stato di incertezza legislativa». Ma non solo i candidati presidenti di centrodestra e centrosinistra, ieri anche i due coordinatori del Pdl Fabrizio Di Stefano e Filippo Piccone hanno fatto pressioni sul presidente vicario Enrico Paolini per fissare lo sbarramento del 14 dicembre.
La tensione è a mille e la decisione è attesa nelle prossime ore: questa mattina il presidente della Corte d'Appello incontrerà i candidati presidenti alle regionali per discutere con loro la nuova data delle elezioni e nel pomeriggio l'Ufficio elettorale centrale procederà a un altro sorteggio delle liste. E lo stesso Paolini ha scritto al presidente della Corte d'Appello per chiedere di essere informato «con urgenza» delle decisioni che saranno assunte. Oggi o al massimo lunedì si saprà se le elezioni si celebreranno entro il 2008 o se slitteranno al nuovo anno. Da indiscrezioni sembra che la soluzione di compromesso potrebbe essere proprio il 14 dicembre, data che starebbe bene a tutti e che eviterebbe sovrapposizioni o conflitti tra la Corte d'Appello e il Tar nel caso in cui, come sembra probabile, il 26 novembre prossimo verrà confermata la riammissione della lista "Per il bene comune".
Per questo il Pdl mette i paletti. L'eventualità che si voti nel 2009 è remota ma Piccone la teme fortemente: «In quel caso saremmo di fronte a un golpe vero e proprio, ricordiamoci che Del Turco è stato arrestato il 14 luglio e la Regione resterebbe per sei mesi senza una guida sicura». Il Pdl è pronto a «chiedere i danni», come annuncia Di Stefano: «Ritengo che il rinvio a gennaio sia un'ipotesi sconsiderata che non tiene conto dell'enorme danno che arrecherebbe alla Regione in questo momento senza un governo legittimo. Si corre il rischio di non avere un bilancio e una programmazione per l'intero 2009. Se c'è qualcuno a cui possa far comodo arrivare ad aprile, noi diciamo che non subiremo questo scippo della legittimazione di un voto popolare. Abbiamo già allertato i nostri legali e avvieremmo una grande mobilitazione politica». Ogni giorno che passa rappresenta una boccata d'ossigeno per il centrosinistra, e il Pdl lo sa: il rinvio avvantaggia chiaramente l'inseguitore. «Berlusconi segue la vicenda abruzzese minuto dopo minuto - precisa Piccone - l'ultima telefonata me l'ha fatta dieci minuti fa».
Non staranno con le mani i due coordinatori del Pdl che ora minacciano fuoco e fiamme. Ma dal fronte del centrosinistra il presidente della provincia di Pescara dà voce alla tentazione di tutto il suo schieramento: «Se le elezioni dovessero slittare a gennaio 2009, sarà bene fare una riflessione attenta e ponderata - dice Pino De Dominicis - Perchè una regione come l'Abruzzo non si può permettere, in poco tempo di spendere 8 milioni di euro per le elezioni regionali a gennaio e di lì a poche settimane, nuove elezioni provinciali e comunali».