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Data: 21/11/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI - Veltroni: «Siamo in ripresa nei sondaggi» Il leader del Pd a Teramo. Marini: «La data del voto? Siamo per un rinvio breve»

TERAMO. Votate il centrosinistra o farete dell'Abruzzo la colonia di un governo nazionale incapace. Incapace, in particolare, di affrontare la straordinaria crisi economica che si sta abbattendo sulle famiglie. Un governo, anzi, che sta tagliando fondi vitali all'Abruzzo. È questo il messaggio che rimbalza di discorso in discorso nell'evento elettorale di ieri a Teramo, con i "pezzi grossi" del Pd Walter Veltroni e Franco Marini in campo a sostegno di Carlo Costantini.
Quanto alla data delle elezioni, Marini dice subito che il Pd è per «un rinvio breve». «C'è bisogno del parere del popolo», spiega, «non abbiamo bisogno di tempi lunghi. Al di là delle convenienze, serve un nuovo governo di responsabilità. Vanno bene 10-15 giorni, un rinvio maggiore è ben altro». Lo stesso concetto è ribadito da Costantini, che dice: «Adesso vogliamo votare».
Al teatro Comunale si comincia con un filmato che mette alla berlina il "modello Teramo" sbandierato da Chiodi con immagini di traffico e cantieri chiusi o incompiuti. Non c'è il pienone che nella precedente apparizione teramana di Veltroni, poco prima delle politiche di aprile, costrinse le forze di polizia a chiudere le porte e fermare l'afflusso. Sfiducia dell'elettorato di centrosinistra rispetto a una sfida che si pensa già persa? Nel discorso di Costantini questo tema affiora con sincerità. «Noi che siamo qui stasera abbiamo sofferto quello che è successo il 14 luglio», dice il candidato presidente, «mentre l'elettore di Berlusconi, cioè di uno che si fa le leggi per non finire processato, considera certe cose come semplici incidenti di percorso. Ci manca un po' di entusiasmo, ma qui a Teramo sento che c'è passione, voglia di vincere. Noi possiamo vincere!». E scroscia l'applauso più convinto della serata.
Nel complesso Costantini convince una platea di gente non del suo partito. Parla poco, il deputato dell'Idv, perché prima di lui Marini ha parlato molto - strappando applausi con una frase: «Se votate Chiodi, votate Berlusconi alla Regione Abruzzo!» - e dopo di lui parlerà Veltroni. Ma è incisivo sui temi regionali. Dice al popolo di centrosinistra che «il governo nazionale sta massacrando la regione, tagliandole i fondi», e che il centrodestra abruzzese ha «una visione completamente diversa dalla nostra. Loro vogliono chiudere i piccoli Comuni, vogliono la concorrenza pubblico-privato nella sanità, l'acqua e il trasporto pubblico privatizzati».
Su temi nazionali, e anche mondiali, si sviluppano i discorsi di Marini e Veltroni. Che battono entrambi su un punto: la crisi economica globale è il frutto di un liberismo sfrenato che è nel Dna ideologico della destra, e che ha palesemente fallito. Veltroni mette alla berlina le «cose grottesche» del governo Berlusconi in politica economica, auspica la crescita di salari, stipendi e pensioni e annuncia: «Abbiamo davanti mesi drammatici. E non dovrei dirlo io, ma il presidente del Consiglio». Infine, vira sull'Abruzzo e dice: «Dopo la vicenda Del Turco, che i nostri avversari sono gli ultimi che potrebbero cavalcare, abbiamo cercato di tenere unita la coalizione. Il Pd è una forza riformista che non si è mai vista in Italia ed ha il dovere di unire. Siamo in forte ripresa nei sondaggi, possiamo vincere».

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