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Data: 21/11/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Il governo convoca i sindacati. Cambio di strategia dell'esecutivo per affrontare la crisi. Guglielmo Epifani «Una valanga sta per abbattersi su tutti noi»

Lunedì a Palazzo Chigi le parti sociali discuteranno le misure da varare a sostegno di famiglie, banche e imprese

ROMA. Il governo cambia strategia. Pressato dagli allarmi interni («Una valanga sta per abbattersi su di noi», dice Epifani) e da quelli internazionali («Ripresa italiana più lenta», dice il Fondo monetario) cambia strategia. Si aprono spiragli di dialogo con l'opposizione («Vedremo», dice ancora scettico Bersani), convoca per lunedì prossimo a Palazzo Chigi le parti sociali per discutere le misure di sostegno a famiglie, banche e imprese (3-4 miliardi il costo). Una valanga.
La crisi che si sta per abbattere sull'Italia sarà una valanga. Usa parole chiare il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani. «La crisi è molto più pesante di quanto potesse intuirsi - dice ancora Epifani - la cassa integrazione è aumentata del 12%. Anche regioni come l'Emilia Romagna che prima non avevano avuto problemi ora ne hanno di seri».
Servono provvedimenti immediati, «un intervento molto forte. La Cgil ha presentato una serie di proposte, «Se il governo dovesse accoglierle - dice ancora Epifani - siamo pronti a riflettere sul nostro sciopero».
Il governo le misure che ha in mente le fa filtrare poco a poco, di certo non prenderà decisioni fino a metà dicembre. Nel «pacchetto famiglia», ci sarebbero un bonus per le famiglie con meno di 20mila euro di reddito e figli e parenti a carico (150 euro a persona fino a 7-800 euro). Il bonus tocca a due coniugi che abbiano un reddito di 12mila euro, a famiglie composte da 3-5 persone e reddito fino a 17mila euro, e a famiglie più numerose fino a 20mila euro. Possibile uno sconto sulla bolletta dell'energia elettrica, interventi a sostegno di chi deve far fronte a un mutuo, più sconti con la social card (la carta di credito per chi ha un reddito bassissimo), un bonus fiscale per gli incapienti.
A questi interventi si aggiungerebbero quelli per banche e imprese. Queste ultime potrebbero usufruire di uno sconto fino al 15% dell'Irap sull'Ires. Mentre le prospettate misure sull'Iva devono avere il via libera da parte dell'Unione europea. Possibile anche uno sconto di tre punti percentuali dell'acconto Irpef e Ires in scadenza il 1º dicembre. Si studia la possibilità di un taglio delle accise della benzina nel periodo delle feste natalizie (ma anche qui ci deve l'azione comune con gli altri Paesi europei).
Ed è per questo che, dice il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, non se ne fa di niente per almeno altre due settimane. Prima c'è da vedere quali saranno le misure che varerà l'Unione europea nell'Ecofin di inizio dicembre. «Il pacchetto per banche, famiglie e imprese - dice Berlusconi incontrando la Conferenza unificata di Regioni, Province ed enti locali - verrà varato entro il 15 dicembre».
Slitta a mercoledì prossimo anche il varo delle infrastrutture che doveva avvenire nella riunione del Cipe di oggi. C'è da discutere su 25 miliardi dei Fas (Fondi aree sottoutilizzate) che il governo vorrebbe destinare alle opere pubbliche e ad altri interventi. «Il governo ha detto che non c'è fretta», dice il vicepresidente della Regione Calabria presente alla Conferenza unificata. Ma Giulio Tremonti, nello stesso incontro, insiste sulla necessità di varare opere pubbliche: «Occorre una azione globale congiunta dei governi per far fronte alla crisi globale. La soluzione è una spinta degli investimenti pubblici».
«Se gli Stati Uniti spendono 30 miliardi e un'operazione simile avviene anche in Germania - dice Guglielmo Epifani intervistato a Canale 5 - anche l'Italia dovrà farlo. C'è bisogno di un intervento molto forte che abbia due caratteristiche: da una parte favorire l'accesso al credito, perché le banche hanno liquidità ma hanno la tendenza a trattenerla, e dall'altra agire sulla forte crisi della domanda di consumi finali. Bisogna sostenere la domanda con sgravi fiscali e una politica di ammortizzatori sociali diversa perché corriamo il rischio che centinaia di migliaia di persone restino senza tutele». L'apertura della Cgil su un possibile ripensamento dello sciopero riapre i giochi nei rapporti con Cisl e Uil. «Faremo un passo avanti se voi ne farete mezzo verso di noi», dice Bonanni a Epifani.

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