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Pescara, 18/06/2026
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Data: 22/11/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
SPECIALE ELEZIONI - Elezioni, il rinvio fissato al 14 e 15 dicembre. Il presidente della Corte d'Appello: la data resta anche se "Per il bene comune" dovesse essere riesclusa

Il voto. Tutti d'accordo i candidati ricevuti ieri mattina da Della Porta: «Votazioni a rischio, siamo sotto la spada di Damocle dei ricorsi»

PESCARA - Si andrà a votare il 14 e il 15 dicembre, in pieni preparativi di Natale. «E' la prima data utile», dice il presidente della Corte d'Appello Raffaele Della Porta seduto accanto a Enrico Paolini nella sala riunioni della Regione in viale Bovio, ieri mattina alle undici e mezzo dopo il tour de force con i candidati presidenti. Li ha ricevuti uno alla volta a partire dalle nove di mattina, come fa il presidente della repubblica per le consultazioni post-crisi con i segretari di partito e i presidenti delle Camere, «un atto di cortesia che loro hanno gradito molto», e poi ha incontrato i giornalisti per comunicare la nuova data delle elezioni. E anche se a Gianni Chiodi è apparso strano, «una procedura anomala» dice alla fine dell'incontro, però un risultato l'ha ottenuto: mettere d'accordo tutti, da Buontempo a Di Prospero, da Costantini a Chiodi. Le elezioni slittano così di quindici giorni: la decisione è presa ma sarà ufficializzata il 27 novembre, subito dopo la sentenza di merito del Tar sulla riammissione della lista "Per il bene comune". Ma anche se il Tar dovesse decidere diversamente, e mettiamo il caso che rieliminasse la lista, la data resterebbe quella: «Per il bene delle istituzioni mi auguro che il Tar confermi la riammissione, ma in ogni caso la data non sarà spostata», precisa Della Porta. «Dovremmo solo rifare i manifesti».Soltanto un'ipotesi. Ma al momento l'iter da seguire è il seguente: ieri l'ufficio elettorale ha provveduto al nuovo sorteggio delle liste, lunedì Paolini avvierà le procedure per lo spostamento della data delle elezioni perchè l'articolo 11 della legge 68 prevede espressamente che dalla pubblicazione del manifesto elettorale debbano passare almeno 15 giorni. Lunedì nel pomeriggio Paolini riceverà un parere dall'Avvocatura regionale sulla procedura da seguire, incontrerà il presidente del consiglio regionale Marino Roselli e provvederà, probabilmente giovedì prossimo, alla «rieditazione del decreto di convocazione delle elezioni». Poi il decreto verrà inviato alla prefettura per gli adempimenti di legge. «Una decisione sulla quale pende la spada di Damocle del Tar - riflette il presidente della Corte d'Appello - Ma l'orientamento è quello del 14 dicembre e salvo intoppi che non siamo in grado di prevedere, la data resterà quella». Perchè a parte la sentenza di merito del Tar, sulle elezioni pende una lunga serie di altri ricorsi, di cui uno contro il Pdl che, secondo Della Porta, «dovrebbe essere preso in considerazione soltanto dopo la proclamazione degli eletti». Quindi in ogni caso, elezioni a rischio. «Ma in Italia tutte le elezioni sono a rischio. Anche perchè i 120 giorni previsti tra lo scioglimento del Consiglio e le elezioni vengono utilizzati male: i primi novanta passano per le chiacchiere». Ma risponde anche alle proposte di Chiodi e del presidente della lista esclusa e riammessa, il presidente della Corte d'Appello: «Il 30 novembre non si potrà comunque andare a votare perchè non ci sono più i tempi tecnici», così come chiedeva Chiodi, «e se fosse saltata la data del 14 dicembre, le elezioni sarebbero slittate a gennaio, perchè votare il 21 come chiedeva il candidato della lista riammessa, avrebbe comportato che la proclamazione si sarebbe dovuta fare a Natale, e non sarebbe stato possibile». Insomma, il 14 dicembre. E senza tentazioni impossibili, senza secondi fini tiene a precisare il presidente vicario Enrico Paolini: «Io non accetto nè pressioni nè insinuazioni». Non è lui quello che la vuole tirare per le lunghe: «Io ho già firmato un decreto di convocazione per le elezioni per il 30 novembre, quando ero libero anche di agire diversamente. Accusarmi di cose non vere significa inquinare la realtà e turbare la serenità degli elettori».


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