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Data: 22/11/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Tariffe, il governo studia stop ai rincari. Nel mirino ferrovie e autostrade. Tagli alle bollette dei meno abbienti

I provvedimenti, che potrebbero essere varati venerdì, saranno presentati dopodomani alle parti sociali

ROMA. Venerdì prossimo il governo dovrebbe affrontare i provvedimenti anticrisi. L'esecutivo sta pensando di congelare gli aumenti tariffari per autostrade e ferrovie oltre, ma si tratta solo di ipotesi allo studio, a tagliare le bollette di luce e gas del 10% per i meno abbienti.
Lunedì le eventuali facilitazioni - che potrebbero contemplare anche il famoso bonus con il piccolo credito da spendere per i prodotti alimentari per le famiglie più disagiate - saranno illustrate ai sindacati. La sensazione è che il governo condivida l'opinione di Raffaele Bonanni (Cisl) che bisogna difendere imprese e lavoratori da un tifone che sta per abbattersi sull'economia italiana.
Si sa che il blocco dei biglietti ferroviari dovrebbe riguardare un'esigua fascia di percorsi. Non sarebbero compresi Eurostar City e Alta Velocità (inaugurata il 14 dicembre), ma Intercity night e Plus. Inoltre dal primo novembre scorso gli abbonamenti ferroviari sono stati ritoccati in alcuni casi al rialzo. Maurizio Sacconi, ministro per il welfare, anticipa che lunedì verranno presentate ai sindacati anche provvedimenti per aiutare chi perde il lavoro. «Certamente allargheremo» ha detto in un'intervista «i beneficiari delle forme di integrazione al reddito previste nei casi di perdita o sospensione dal lavoro. Lo faremo anche coinvolgendo gli enti bilaterali promossi dalle parti sociali soprattutto nel commercio e nell'artigianato». Quanto alla disoccupazione per i precari, il ministro ha garantito che è intenzione del governo «tener presente tutti i soggetti deboli, ma sia chiaro che questo è un piano di emergenza e non una riforma strutturale. Sarà irrobustito il fondo per gli ammortizzatori in deroga (cassa integrazioni speciale, n.d.r.)».
Il blocco delle tariffe più consistente sarebbe quello dei pedaggi autostradali che dovrebbero aumentare di circa il 2,5 per cento sulla rete di Autostrade per l'Italia, la maggiore delle 22 concessionarie italiane. L'anno scorso, l'incremento tariffario scattato a gennaio era stato del 3,6 per cento. Gli esperti nei prossimi anni si aspettano aumenti tra il 3 e il 5 per cento. Il governo sta preparando anche un aiuto alle imprese. Secondo le prime indiscrezioni sarebbe pronto un rifinanziamento del fondo di garanzia fino a 450 milioni di euro per le piccole e medie imprese, con il contributo anche di banche e regioni. Un altro provvedimento riguarderebbe la tempestività dei pagamenti delle forniture alla pubblica amministrazione, che ora avvengono oltre i 12 mesi dalla stipula del contratto. Si contemplerebbe l'obbligo della pubblicità annuale dei tempi medi di pagamento per acquisire beni e servizi da parte delle pubbliche amministrazioni, tendo conto della tipologia dei contratti stipulati e dell'entità dei pagamenti. L'obiettivo sarebbe quello di consentire alle imprese non solo di avere una pianificazione finanziaria adeguata, ma di riscuotere il dovuto in tempi ragionevoli. Al ministero della Funzione Pubblica il compito di vigilare che le regole e le aspettative siano rispettate.

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