I centristi. Il leader Udc a Sulmona: «Il premier ci ha abituato ai suoi balletti»
SULMONA - Una passeggiata sul corso principale di Sulmona prima di raggiungere l'aula consiliare di palazzo San Francesco. Scambia qualche parola con i ragazzi che, incontrandolo, hanno voluto sentire la sua opinione sulle dichiarazioni di Silvio Berlusconi a Teramo. Pierferdinando Casini, loden blu e sciarpa stretta al collo («Ho mal di gola»), arriva insieme al candidato governatore dell'Udc, Rodolfo De Laurentiis dopo un tour in provincia di Pescara. Con loro c'è l'aspirante consigliere Pietro Centofanti. Casini stringe mani e sorride ai tanti che gli vengono incontro e fa spallucce di fronte alle dichiarazioni del presidente del Consiglio che, anche ieri, ha detto di aver preso le distanze dall'Udc perché non ne condividerebbe valori e ideali. «Berlusconi ci ha abituato ai suoi balletti -dice Casini- quindi niente di nuovo. Mente sapendo di mentire quando dice certe cose, ma i suoi fuochi d'artificio non stupiscono più nessuno. Gli abruzzesi lo sanno perché hanno avuto modo di testare i risultati della destra e della sinistra. Ora è il momento di cambiare. Gli assessori dell'Udc nel Governo Pace? Non confondiamo. Guardate dove sono oggi. Tra le fila del Pdl». L'orario non è dei più propizi, lo ammette lo stesso Casini, le 20 di sabato, lo sa l'ex presidente della Camera, ma «si viaggia. Pietro (rivolto a Centofanti) tu sei la nostra speranza a Palazzo dell'Emiciclo e stai sveglio quando si parla dei problemi del territorio. Il nostro consenso sta crescendo perché con il nostro simbolo diamo una proiezione politica diversa, sul territorio. Noi pensiamo che dovete essere voi i protagonisti perché solo voi potrete da qui trovare soluzioni serie per risollevare il territorio. Questa Regione è stata bocciata non dai giudici, io non sono il grande moralista con la vocazione alla moralità di Di Pitero, ma è fallita perché è stata mal governata. Troppi enti che servono a servire gli amici dei soliti amici. Il buco della sanità è enorme. Ora fanno i "potatori", ma non hanno fatto un piano di programmazione sano, non hanno fatto scelte, si sono solo preoccupati dei favoritismi. Qui ho degli amici, Rodolfo, Pietro, che conoscono la situazione di Sulmona e che sapranno affrontarla nei migliore dei modi». E De Laurentiis: «L'Abruzzo ha bisogno di cambiare pagina, Berlusconi parla di una politica politicante ma non spiega perché ha tolto 250 milioni di euro destinati all'Abruzzo. Dov'erano i parlamentari abruzzesi quando questo accadeva? Nessuno si è alzato per dire no. È il momento ora che gli abruzzesi credano che la politica possa essere diversa». E da Pescara, dove ha partecipato a un incontro con Remo Gaspari, il segretario nazionale Udc Lorenzo Cesa: «Che Berlusconi parli di clientele è ridicolo».