Berlusconi: «La crisi finanziaria adesso si sta trasformando in una crisi dell'economia reale che potrebbe essere molto profonda»
ROMA. Fiducia, serve fiducia, dice il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, perché «la crisi finanziaria sta trasformandosi in una crisi dell'economia reale che potrebbe essere anche molto profonda». Premier e governo cercheranno di infondere fiducia, ma solo i cittadini possono, non cambiando le loro abitudini, arginare la crisi reale». Non cambiare abitudini, continuare ad acquistare auto, dice Berlusconi. E i soldi? Potrebbero arrivare dallo stesso che ce li ha tolti: il petrolio. «Se le quotazioni resteranno ai livelli attuali - dice Paolo Scaroni, addell'Eni - ogni famiglia europea avrà a disposizione 2 mila euro in più per altri consumi».
Venerdì prossimo - annuncia Berlusconi - ci sarà il varo del pacchetto di misure per imprese e famiglie. «L'Iva di cassa sarà nel pacchetto che presenteremo nel consiglio dei ministri - dice - l'Iva sarà pagata solo quando si riceve a propria volta il pagamento. Per le famiglie ci saranno interventi concreti e molto precisi, soprattutto a favore delle famiglie con più figli. Ma non è che questo che modificherà la situazione». Il governo farà quello che può, ma sono i cittadini a dover fare in modo che la crisi non sia così profonda come ci si aspetta. «Si è diffuso un clima generale di sfiducia - dice ancora il presidente del consiglio - anche per le profezie fatte circolare in Italia dalla sinistra che grida alla catastrofe attraverso le tv e i giornali. Noi speriamo che queste profezie non abbiano ad attecchire sulla considerazione degli italiani. Premier e governo cercheranno di infondere fiducia, ma solo i cittadini possono, non cambiando le loro abitudini, arginare la crisi reale che purtroppo sta arrivando, con una caduta verticale degli acquisti».
«Sì - dice Berlusconi - il problema è che noi stiamo cercando di infondere serenità e fiducia, ma stiamo assistendo a una caduta verticale dell'acquisto di automobili, di richiesta di mutui e anche di consumi alimentari. C'è propensione a una minor spesa».
«La situazione economica è di grave crisi - gli risponde Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei valori - ma può solo peggiorare finché il governo Berlusconi continua a togliere ai poveri per dare ai ricchi con l'evidente obiettivo di favorire i propri amici». E Walter Veltroni mette in guardia sulla radicalizzazione dello scontro sociale. «A me interessa non tanto un tavolo fra maggioranza e opposizione, ma che il governo, di fronte a questa crisi, si sieda non solo con due sindacati e Confindustria, perché l'idea di radicalizzare lo scontro sociale in questo momento è sbagliatissima».
Domani sera a Palazzo Chigi è previsto un incontro governo-parti sociali proprio sulle misure che dovrebbero essere varate venerdì. «Serve un piano straordinario di ammortizzatori sociali contro un 2009 che si preannuncia horribilis», avverte Raffaele Bonanni, numero 1 della Cisl.
Piano straordinario, fiducia e speranza. Quest'ultima la scalda, è il caso di dirlo, l'amministratore delegato di Eni con quei 2 mila euro di risparmi energetici che ogni famiglia potrebbe trovarsi in tasca il prossimo anno.
A chi gli chiede se il petrolio diminuirà ancora Scaroni risponde: «Secondo me ancora per un po' sì. Dipende da cosa deciderà l'Opec (l'organizzazione dei paesi produttori ndr) nella riunione del 27 novembre al Cairo. Penso che non taglieranno la produzione, ma si potrebbero preparare a un taglio qualche giorno dopo». Taglio dell'offerta significa aumento dei prezzi. Scaroni parla anche di energia nucleare per dire che se non riesce a partire «non è tanto per resistenze politiche, ma per l'opposizione dei cittadini ipocondriaci e furbacchioni». E ancora: «Quando si parla di impianti di quarta generazione si sta dicendo che se ne riparlerà fra 30 anni».
«Potere di acquisto, ammortizzatori sociali e politiche industriali. Su questi tre punti è necessario trovare il massimo di convergenza nella dialettica politica e concentrare lo sforzo, non disperderlo». E' la richiesta partita ieri pomeriggio, a Montesilvano (Pescara), da Cesare Damiano, deputato del Pd e ex ministro del Lavoro nel corso della seconda convention delle imprese promossa da Confindustria Abruzzo.
Per Damiano «in tempi come questi non serve guardare ai saldi di bilancio. Dobbiamo guardare alla salvezza del Paese sapendo che stiamo entrando in situazione molto ma molto difficile e ci deve essere un'azione rapida e straordinaria».