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Pescara, 20/10/2020
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Data: 24/11/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Sangritana, Arpa e Gtm nel business del mare. Pronta la società regionale, allarme dei sindacati

PESCARA. In attesa della fusione delle tre società regionali di trasporto Arpa, Sangritana e Gtm (per studiare l'operazione sono stati spesi già 200mila euro), la Regione, azionista di controllo delle tre società, si butta nel cabotaggio, preparandosi a fondare una società marittima, merci e passeggeri, che dovrà collegare le due sponde dell'Adriatico e che avrà come porto base Ortona. Il piano è stato già approvato dai Consigli d'amministrazione delle tre società. Via libera anche alla bozza di statuto, che adesso dovrà ottenere l'approvazione dell'assemblea dei soci, in sostanza della Regione.
Si tratterà dell'ultimo passaggio prima della firma dal notaio per la costituzione della società e prima della sottoscrizione del capitale sociale, che inizialmente sarà di 500mila euro, l'80% dei quali versato dalla Sangritana, il restante 20% in quote uguali da Arpa e Gtm. Un capitale sociale che secondo il piano dovrà arrivare a 1 milione entro breve con possibile ricapitalizzazione fino a 5 milioni.
Sulla poltrona del consiglio di amministrazione della nuova società dovrebbero sedere gli attuali tre presidenti di Sangritana, Arpa e Gtm. Il progetto delle società di trasporto pubblico locale ha allarmato i sindacati che oggi andranno dall'assessore ai Trasporti Donato Di Matteo per chiederne la sospensione. I sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Faisa-Cisal e Ugl temono in sostanza che il progetto si risolva in una semplice perdita di risorse «in un momento difficile per l'intero settore dei trasporti», che costringe le società ad offrire servizi «non rispondente alle reali esigenze degli utenti». I sindacati invitato dunque la regione e in particolare l'assessorato ai Trasporti «a sospendere la prosecuzione degli atti per la costituzione della nuova società», che, sottolineano, «darà origine inevitabilmente a un nuovo capitolo di spesa». Perplessità sono state sollevate anche da esponenti del mondo politico, per due ordini di motivi: per la prossimità delle elezioni (i tre presidenti sono sottoposti alla legge dello spoil system approvata dalla Regione nel 2005), ma soprattutto per il fatto che l'ultima Finanziaria nazionale vieta espressamente a una società affidataria di un servizio pubblico di costituire società commerciali o di partecipare ad attività commerciali, come sarebbe quella di cabotaggio.

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