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Data: 24/11/2008
Testata giornalistica: Il Centro
La Cgil: a dicembre 400.000 precari a casa. Oggi incontro governo-sindacati sul pacchetto anti-crisi. Sarà ridotta l'Irap Epifani aspetta le misure prima di revocare lo sciopero

Sacconi: aiuti cash

ROMA. Giornata decisiva ogg per il pacchetto anti-crisi. Se a Roma il governo vedrà in serata le parti sociali per illustrare le linee principali dei provvedimenti che poi dovrebbero essere varati dal consiglio dei ministri venerdì 28, a Bruxelles invece il piano europeo dovrebbe avere il primo via libera, con la sua approvazione da parte dei capi di gabinetto dell'esecutivo europeo. Per quanto riguarda il pacchetto di aiuti a famiglie e imprese, che verrà varato in Italia su un ordine di risorse di circa 4 miliardi di euro, ieri sono arrivate alcune conferme rispetto alle misure trapelate nei giorni scorsi. Il premier Silvio Berlusconi ha parlato di riduzione dell'Irap, della detassazione degli straordinari e dei premi di produzione.
Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha invece garantito che i contributi alle famiglie a basso reddito saranno in «cash, denaro fresco» e non un bonus fiscale che non agirebbe con la stessa tempestività. Non comunque «un regalo di Natale - commenta - perché pensiamo a quegli italiani che hanno bisogni primari, che hanno perso il lavoro, oppure le famiglie con tanti figli o ancora i pensionati soli».
Intanto la Cgil ha lanciato un allarme sul lavoro. Entro la fine del 2008 rischiano di rimanere a casa «centinaia di migliaia di precari», dice il segretario confederale Fulvio Fammoni che sta mettendo a punto per la confederazione un'analisi dettagliata sul fenomeno. L'ordine di grandezza del problema potrebbe essere di circa 400.000 precari. Per Fammoni «le misure sugli ammortizzatori che il governo si preparerebbe a varare, secondo le ipotesi finora circolate, sono insufficienti». La confederazione sindacale presideduta da Guglielmo Epifani comunque aspetta di vedere oggi che cosa annuncerà il governo per confermare o meno lo sciopero del 12 dicembre. Sacconi si dice convinto che lo sciopero verrà revocato, ma Fammoni della Cgil evidenza che se il pacchetto di interventi per il lavoro e fiscali sarà quello trapelato finora «restano confermate tutte le motivazioni dello sciopero». L'Italia comunque si muove di pari passi con l'Europa il cui piano, dopo l'ok di oggi, sarà definitivamente varato dalla Commissione Ue mercoledì. Aiuti alle famiglie disagiate e ai lavoratori che perdono il posto; aiuti di Stato mirati e temporanei alle imprese in crisi; incentivi a chi produce auto a basso impatto ambientale; possibilità di alzare il rapporto fra deficit e Pil per finanziare le misure anti-crisi; rafforzamento del ruolo della Banca europea degli investimenti per rilanciare le grandi opere: queste alcune delle misure previste dal piano di Bruxelles al quale si stanno ispirando tutti i piani anti-crisi dei governi europei, ivi compreso quello italiano. In Italia il ventaglio delle ipotesi è molto ampio: dal bonus famigliare di 150-800 euro per i redditi fino a 20.000 euro agli sconti su alcune tariffe, dal taglio degli acconti delle tasse all'Iva per cassa. Restano ancora allo studio i dettagli del piano per sostenere le banche attraverso bond convertibili comprati dal Tesoro. Tramonta quasi definitivamente invece l'ipotesi della detassazione delle tredicesime. «Costa dai 6 agli 8 miliardi di euro, la dimensione da manovra economica», fa notare Sacconi aggiungendo che le misure hanno «un vincolo di compatibilità» la situazione di finanza pubblica, a partire dal debito.

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