ROMA Sono «centinaia di migliaia i precari che rischiano entro il 2008 di rimanere senza lavoro».
Lo dice il segretario confederale della Cgil Fulvio Fammoni aggiungendo che la stima di 400.000 lavoratori è «attendibile». La Cgil non ha ancora i dati completi del fenomeno «ma questo potrebbe essere l'ordine di grandezza» del problema.
Fammoni spiega che dei circa 800.000 collaboratori mono-rapporto che hanno cioè un unico committente il 10-15% resterà disoccupato; nel gruppo Fiat entro fine anno tra contratti a tempo determinato e somministrati ci saranno 5.000 posti in meno; il settore alimentare perderà 10.000 contratti a termine. «C'è poi una fortissima riduzione dell'interinale - aggiunge Fammoni - già nel terzo trimestre dell'anno che peggiorerà nel quarto; solo nella Marche ci sono stati 8.000 avviamenti in meno». A questo si aggiungono i precari di Alitalia e i tanti lavoratori già in cassa integrazione.
«I provvedimenti annunciati dal governo a tutela di questi lavoratori non vanno bene - sottolinea il sindacalista della Cgil - perchè gli stanziamenti previsti per gli ammortizzatori non bastano e perchè comunque sono previsti dal 2009 mentre ai precari servirebbe una tutela subito».
Oggi il ministro del Lavoro sacconi, nel confermare le misure del pacchetto economico che sarà approvato venerdì, ha detto di confidare che dopo l'incontro con le parti sociali in programma per oggi la Cgil ritiri lo sciopero generale indetto per il 12 dicembre. «Noi avremmo tutto l'interesse che anche la Cgil partecipasse a questo sforzo che dobbiamo compiere per sostenere i ceti più deboli - ha detto Sacconi - sono convinto che la Cgil ritirerà lo sciopero».
A questo proposito Fammoni ha detto che la Cgil «valuterà se confermare lo sciopero del 12 dicembre dopo l'incontro» Ma «se le misure sono quelle trapelate fino a questo momento le riteniamo insufficienti e dunque resterebbero tutte le motivazioni dello sciopero» ha detto il sindacalista.
Fammoni critica soprattutto la parte fiscale, ovvero l'ipotesi di interventi una tantum per le famiglie che non rilanceranno i consumi perchè «se il contributo è uno tantum la gente non lo andrà a spendere ma lo terra da parte».