Il presidente vicario «I possibili scenari? Se salta dicembre rimangono solo due scelte a gennaio»
PESCARA. L'avvocatura regionale concede il via libera per le elezioni regionali che slittano dal 30 novembre al 14 e 15 dicembre. sulla corsa verso voto, tuttavia si intravedono altri ostacoli. Il Tar che ha riamesso la lista «Per il bene comune» si riunirà di nuovo il 26 e poi il 10 dicembre, per confermare il ripescaggio della lista del candidato presidente Angelo Di Prospero, ma anche per valutare altri ricorsi. Così, per dirla con le parole del presidente vicario della Regione, Enrico Paolini, «al 99 per cento si vota il 14 dicembre, ma rimane quell'uno per cento, che pure va considerato». I giudici del Tribunale amministrativo regionale, infatti, con una calma inglese rispetto al ribollire delle tensioni politiche italiane, potrebbero, a pochi giorni dal voto, riservare nuove sorprese nel valutare i ricorsi in sospeso. Da esaminare, infatti, ci sono almeno altri due ricorsi: quello de La Destra contro il ritardo nella consegna delle liste da parte dei delegati del Pdl; e la Lega di Alleanza Federalista che si dice «sicura della riammissione alla competizione elettorale». Così la cautela di Paolini anche «per quell'uno per cento» di rischio sulla data del 14 dicembre, è fondatissimo. Ieri pomeriggio il presidente vicario ha chiamato a raccolta i giornalisti per fare il punto della situazione. «La mia intenzione è firmare oggi il decreto di indizione delle elezioni per il 14 e 15 dicembre», ha esordito Paolini, «non è per forzare la mano al Tar, ma la perfettura dell'Aquila ha chiesto tempo per stampare le schede, tre giorni che vanno sommati ai 15 cosiddetti incomprimibili per il rinvio».
In merito alla discussione al Tar dell'Aquila dei ricorsi presentati da varie liste, Paolini ha confermato la sua posizione: «Se attendessi il pronunciamento del Tar il 26 novembre, dovrei firmare il 27: ma non ci sarebbero i tempi per votare il 14 dicembre. Non posso fare altro che firmare oggi». Paolini ha poi spiegato che per seguire le procedure rifarà il giro intrapreso il 7 novembre, quindi oggi vedrà il presidente del Consiglio Regionale Marino Roselli, successivamente andrà all'Aquila dove incontrerà il presidente della Corte d'Appello Mario Della Porta. Solo a quel punto Paolini ha confermato che firmerà il decreto presidenziale di rinvio delle elezioni.
Il presidente vicario della Regione, terminata la conferenza stampa, sul filo delle interpretazioni di possibili nuovi scenari ha fatto alcune riflessioni, ribadendo tra l'altro, di non volere «in alcun modo» forzare i tempi dei giudici del Tar. «Saltando però la data del 14», ha osservato Paolini, «le uniche date possibili a quel punto sarebbero il 23 o il 30 gennaio al massino, perché la legge prevede che non si possano essere rinviate oltre 60 giorni dalla data stabilita». Alla domanda sull'ipotesi di elezioni a primavera, Paolini ha risposto che l'unica condizione sarebbe l'annullamento e non il rinvio. Se vi fosse l'annullamento, allora sarebbe tutto da rifare, comprese le liste dei candidati. Una prospettiva da brivido ma che ha pure, nell'ombra, ha i suoi sostenitori.