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Data: 25/11/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Autostrade, tariffe verso la "moratoria". Concessionari in ordine sparso

ROMA - Alla fine il ministro Tremonti dovrebbe incassare il sì, seppur a malincuore, dei concessionari autostradali alla proposta del governo di "moratoria" sulle tariffe. Ma all'appuntamento l'Aiscat, l'associazione che raggruppa gli operatori del settore, arriverà in ordine sparso. E proprio la debolezza interna consentirà probabilmente al ministro di fare l'ein plein. Cavalcherà sopratutto il malcontento e le pressioni di Gavio, che ha duramente attaccato la convenzione stipulata da Autostrade, frutto del resto di un preciso richiamo della Ue per ristabilire un quadro normativo corretto. Il ministro, per far passare la sua linea, ricorderà che solo pochi mesi fa il Governo con l'emendamento al decreto salva infrazioni, approvò per legge anche tutte quelle convenzioni già firmate tra operatori ed Anas. E che ora servono soldi per le famiglie. Serve, cioè, un sacrificio per il Paese. Temporaneo, ma un sacrificio in un quadro economico difficile.
Paradossalmente all'epoca del governo Prodi, fu sempre il gruppo Gavio a rompere il fronte Aiscat andando a firmare le convenzioni. Ed ora è sempre lo stesso gruppo, che non ha fatto il gioco di squadra, a riaprire la "ferita". Il costruttore ha criticato le condizioni ottenute dall'Anas da Autostrade per l'italia. E ha definito un «regalo a Benetton» quello fatto dal ministro Tremonti, dimenticandosi che nella legge approvata c'erano anche una parte delle concessioni ottenute dal suo gruppo. Di fatto, contestando e alzando il tiro, ha indebolito la posizione comune.
Forse, alla fine, si potrà trovare una mediazione. Contatti sono in corso in queste ore. L'Aiscat ha chiesto il rispetto delle regole e dei contratti, ribadendo che una moratoria sarebbe incomprensibile per gli investitori esteri. E che a rischio ci sono società quotate, impegni presi, investimenti programmati. Tremonti potrebbe valutare anche l'ipotesi, circolata in ambienti tecnici del Tesoro, di cancellare il sovrapprezzo Anas che grava sui pedaggi (circa 330-250 milioni). Sovrapprezzo introdotto dall'ex ministro Di Pietro. Agendo su questo fronte si potrebbe mitigare l'impatto sugli utenti: meno soldi quindi all'Anas e tariffa più bassa per gli automobilisti. Del resto il sovrapprezzo Anas è già finito nel mirino della Ue, che ha aperto una istruttoria.
I concessionari sono comunque pronti a fare la loro parte e ad aumentare gli investimenti in infrastrutture. A patto di non essere troppo penalizzati sul fronte dei pedaggi.

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