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Pescara, 28/04/2026
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Data: 25/11/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Bonus per i figli e social card ai più poveri. Tremonti: uniti per superare la crisi. Il premier: pronti ad accettare consigli. Epifani: bisogna fare di più

ROMA Un pacchetto, per grandi linee, di interventi anticrisi robusto: e per le banche e per le imprese e per le famiglie. Sarà varato venerdì prossimo, parola di Giulio Tremonti. Che ha precisato: «Non siamo in ritardo, nessun Paese europeo ha ancora deciso misure per i consumi, ma solo per le banche». E ha aggiunto: «Non modificheremo la Finanziaria. In questo momento bisogna essere più uniti possibile. Per questo mi rivolgo agli uomini liberi e forti che tentano l'alto dovere di cooperare per il bene del Paese». Il ministro delle Finanze, dinanzi ai rappresentanti di Confindustria e sindacati (Marcegaglia, Epifani, Bonanni e Angeletti) ha cercato di essere convincente, insieme al presidente del Consiglio che ha assicurato: «Abbiamo dato continuità sulle linee di credito alle imprese, ora ci occuperemo dei consumi. Siamo pronti ad accettare i consigli di tutti. Andiamo avanti in sintonia con l'Europa». E comunque, per ora, nessuna cifra. «Le metteremo a disposizione nei prossimi giorni». Possibile un nuovo incontro giovedì.
I sindacati hanno insistito soprattutto sulla necessità di interventi di sostegno alle famiglie. Più in particolare, sostegno ai redditi da lavoro dipendente e pensioni. Dunque, a dicembre arriverà la social card da 120 euro (40 al mese). Potrebbero beneficiarne 800.000 italiani. Poi bonus per pensionati e famiglie con figli. E ancora blocco delle tariffe di autostrade, ferrovie, luce e gas. Allo studio anche un intervento sui mutui (forse una rata fissa attraverso un provvedimento legislativo). La crisi è sotto gli occhi di tutti. «Sarà una valanga» ha amaramente pronosticato nei giorni scorsi il leader della Cgil, Guglielmo Epifani. Sicuramente sarà pesante: saranno così incrementate le risorse per far fronte alla cassa integrazione. In parte ha già provveduto il Parlamento, ma adesso Tremonti promette un ulteriore aumento magari attingendo al Fondo Sociale Europeo.
Per quanto riguarda le imprese, il pacchetto prevede la proroga della detassazione degli straordinari, detrazioni Irap, lo sblocco dei pagamenti della Pubblica Amministrazione ed interventi sulle banche per evitare restrizioni al credito degli istituti alle imprese. «Il nostro obiettivo - ha spiegato Tremonti - è finanziare le aziende innescando un meccanismo di trasparenza. Prevediamo, sul modello francese, l'istituzione di un osservatorio economico presso le prefetture per il monitoraggio in modo che i flussi di credito non diminuiscano e i tassi non aumentino». Il premier ha sondato anche le parti sociali su una possibile liberalizzazione delle date dei saldi: «Me lo hanno chiesto le Regioni, voi che ne pensate?».
Una esposizione che ha non ha convinto i sindacati. Per esempio, non ha convinto per niente Epifani che ha invitato il premier «a dare segnali di speranza, ma senza esagerare, se tra i suoi segnali e la realtà c'è troppa distanza la gente non avrà più fiducia». «Una esposizione - ha sottolineato - generica e insufficiente. E' necessario fare di più perchè la crisi è inedita. A causa del fiscal drag i lavoratori pagano ogni anno in media 350 euro in più. Questa somma dovrebbe essere restituita con la tredicesima. Lo sciopero del 12 dicembre? Ovviamente confermato».
Non si è sbilanciato il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni: «Prima vogliamo conoscere l'entità dell'intervento complessivo. Bisogna dare subito un segnale positivo. La gente ha paura ed è necessario un sostegno ai precari. Mai come in questo momento serve la coesione nazionale». Sulla stessa linea Ranata Polverini dell'Ugl: «Un giudizio compiuto sarà possibile solo una volta chiarità l'entità delle risorse». Ha condiviso, invece, il pacchetto anticrisi il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti: «Da tempo riteniamo che sia necessario sostenere la domanda interna. L'idea di incentivare le famiglie è buona, ma deve essere chiaro che non può essere la dichiarazione dei redditi a stabilire chi è ricco e chi è povero». Secondo il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia «sarebbe necessario alzare il tetto di reddito dei lavoratori per la detassazione dei premi di produttività da 30 a 35mila euro. Certo mancano ancora le cifre». «Positivo incontro» per la Cna. Apprezamento da Confcommercio. Secondo il presidente, Carlo Sangalli «però si può fare di più. Se il problema è rilanciare i consumi bisogna datessare le tredicesime sia pure per fasce di reddito».




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