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Pescara, 28/04/2026
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Data: 26/11/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
SPECIALE ELEZIONI - E' ufficiale: alle urne il 14 dicembre. Firmato il decreto di rinvio. Col fiato sospeso fino alla decisione del Tar

PESCARA - Adesso è ufficiale. Basta illazioni e tentazioni di rinvio, fine della suspence e del toto-data: a mezzogiorno e mezza di ieri Enrico Paolini ha firmato il decreto di rinvio delle elezioni al 14 e 15 dicembre prossimi alla presenza del presidente della Corte d'Appello Mario Della Porta. Nei prossimi giorni il decreto verrà pubblicato sul Bollettino ufficiale ma i suoi effetti decorrono dal momento della firma. «Adesso potrò dormire tranquilli, almeno fino al dieci dicembre» dice il presidente vicario reduce dalla maratona politico-istituzionale iniziata nel giorno in cui il Tar ha riammesso alle elezioni la lista "Per il bene comune": venti giorni di consultazioni avviate insieme al presidente della Corte d'Appello che si sono conclusi col rinvio ufficializzato ieri mattina.
Alle urne in pieni preparativi di Natale quindi, e sempre col fiato sospeso. Non tanto per la sentenza di merito del Tar attesa per oggi, «una sentenza che non dovrebbe provocare scossoni» così come ha profetizzato ieri il presidente della Corte d'Appello, ma per quella del 10 dicembre che dovrà esaminare i ricorsi della lista "Alleanza federalista" e quello della Destra contro la riammissione del Pdl. Ammesso che il Tar non decida di riunirli nell'udienza di oggi.
Il rinvio delle elezioni abruzzesi diventa un evento e finisce anche su Wikipedia, l'enciclopedia del popolo web: «Si tratta delle prime elezioni regionali anticipate in Abruzzo, indette in seguito alle dimissioni del Presidente Ottaviano Del Turco, arrestato il 15 luglio 2008 per uno scandalo di tangenti legato alla sanità» recita l'"enciclopedia libera". E mentre Enrico Paolini incrocia le dita, perchè gestire un eventuale nuovo rinvio comporterebbe una responsabilità pesantissima, i due candidati presidenti di Pdl e centrosinistra mettono a punto le strategie per il rush finale di campagna elettorale. I guru dell'immagine di Gianni Chiodi e Carlo Costantini sono alle prese con una verifica importantissima che potrebbe rivelarsi determinante per le uscite dei due candidati nei giorni decisivi della campagna. Fino ad oggi i due rivali sono risultati sottoesposti: la campagna elettorale ha riservato le luci della ribalta soltanto ai big nazionali. Positivo per Chiodi, che ha potuto contare sull'apporto di molti ministri e perchè ogni uscita di Berlusconi pare sposti qualche migliaio di voti; negativissimo per Costantini che fino ad oggi ha potuto contare solo su un onnipresente Di Pietro e pochi altri big del Pd tra l'altro programmati in seconda serata (come Veltroni alle 21 a Teramo, qualche giorno fa). E i guru di Costantini, sollecitati dai fedelissimi, ieri hanno affrontato il tema della sottoesposizione del parlamentare dipietrista. E' stato deciso di lanciarlo di più e meglio in pista, promuovendo faccia-a-faccia e dibattiti col suo diretto avversario, considerato meno efficace nello scontro diretto. Anche perchè la distanza tra i due, secondo i sondaggi del centrosinistra, non sarebbe di undici punti come ha annunciato domenica sera Berlusconi al Palacongressi di Montesilvano. Quindi meglio attrezzarsi, non si sa mai.




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