Il rettore Mattioli «È una materia voluta dalla Ue»
TERAMO. Non c'è solo la bufera politico-mediatica sul presunto voto di scambio a investire Gianni Chiodi e il suo entourage. C'è anche il caso del corso di tutela e benessere animale dell'università di Teramo, messo alla berlina da Silvio Berlusconi nel suo discorso teramano di sabato come esempio dei tanti corsi inutili e con pochissimi iscritti del mondo accademico italiano. Quel corso, però, è ben altro. E da due giorni, sul tema, si registrano seccate precisazioni e attacchi a Chiodi.
Così Berlusconi al PalaScapriano, parola più parola meno: «Chiodi mi ha detto che qui da voi c'è un corso che a me sarebbe piaciuto frequentare con altri due-tre iscritti, quello del benessere animale... Io non so nemmeno cosa significhi, ma visto che la sinistra mi ha dato dell'animale allora credo che mi sarebbe utile». Un'evidente presa in giro, che l'esponente teramano dell'Idv Cesare D'Alessandro ha stigmatizzato già lunedì. Immediata la replica dell'ufficio stampa di Gianni Chiodi: «Riguardo all'indicazione di alcuni corsi di laurea frequentati da meno di dieci studenti tra i quali alcuni in "benessere animale", è d'obbligo precisare che il riferimento non era specifico al corso tenuto dalla facoltà di veterinaria di Teramo».
La "pezza" non è bastata, soprattutto perché dalle parole di Berlusconi pareva evidente, anche se non esplicito, il riferimento a Teramo. Tra l'altro il premier lasciava intendere che fosse stato Chiodi a segnalargli questo presunto corso-scandalo.
Così ieri "Democraticamente", associazione culturale universitaria di Teramo, ha picchiato duro su entrambi, scrivendo: «Anche a Teramo Berlusconi ha dimostrato di non sapere ciò che dice. Il suo violento attacco all'università di Teramo è gravissimo. Non possiamo non ricordare al signor presidente e a "Gianni il bello" che secondo la comunità internazionale il benessere animale è il primo, importante, baluardo per la sicurezza alimentare. È gravissimo che Berlusconi, su indicazione di "Gianni il bello", abbia dileggiato il benessere animale proprio a Teramo, patria di questi argomenti con Istituto zooprofilattico e facoltà di veterinaria. Va bene che per Berlusconi e "Gianni il bello" basta essere belli per essere votati, ma tra una gaffe e l'altra siamo sicuri che anche la gente la pensa così? E se invece votasse per gente informata e preparata per governare l'Abruzzo? Stiamo a vedere».
Ha ritenuto opportuno intervenire anche il rettore dell'ateneo di Teramo, Mauro Mattioli, dichiarando: «Senza voler entrare nel vivo del dibattito che investe l'università italiana, che avrebbe bisogno di una trattazione di tutt'altra portata e natura, vorrei però contribuire a fare chiarezza sul perché di un corso di laurea in tutela e benessere animale». Mattioli ha spiegato che «la nuova politica comunitaria ha imposto una rapida modernizzazione del settore agricolo. Non più solo per sostenere il reddito degli agricoltori, ma anche tenendo conto delle istanze di consumatori e contribuenti. Le sovvenzioni sono quindi condizionate dal rispetto di precise norme in materia di tutela ambientale, sicurezza alimentare e benessere degli animali». Materie che per Mattioli richiedono «elevate professionalità. Per questo sono sorti in tutto il mondo, ma specialmente in Europa, numerosi corsi di formazione centrati sul tema». Mattioli sottolinea come questi corsi abbiano «fatto registrare un costante e progressivo aumento degli iscritti» e conclude: «Sono attualmente 487 gli studenti iscritti al corso di laurea in tutela e benessere animale a Teramo, ai quali vanno aggiunti i circa 100 immatricolati per l'anno accademico in corso».