ROMA. Lo sciopero della Cgil? «Un errore loro». Le misure anticrisi? «Sono importanti, ma da sole non servono, serve invece non cambiare le proprie abitudini, comprare, avere fiducia». D'altra parte al governo «c'è un imprenditore». Teatro 10 di Cinecittà, assemblea degli industriali romani, sul palco Silvio Berlusconi, presidente del consiglio. Parola d'ordine: «Abbiate fiducia». Segue per l'ennesima volta la storiella del vecchio saggio, qualcuno in platea sorride. «L'ho raccontata alla Merkel e ora lei la usa in ogni incontro con gli imprenditori. Perché la politica del cucù serve. Nei rapporti fra leader politici non ci sono regole diverse a quelli che avete voi fra colleghi o con i vostri clienti. Se i rapporti sono cordiali e poi diventano amichevoli o affettuosi, tutto si risolve più facilmente». Segue breve analisi sulle ragioni della crisi economico-finanziaria e su quelle del perché l'Italia deve sentirsi più al sicuro di altri Paesi.
«Vi voglio ricordare che al governo c'è un imprenditore - dice Berlusconi - e a voi imprenditori dico con l'ottimismo e la buona volontà che ci contraddistingue possiamo portare il Paese fuori da questa congiuntura. Abbiamo ereditato dai governi precedenti (fra cui il suo ndr) un debito al 106%, ma le nostre banche sono solide». Mentre il presidente del consiglio parla agli industriali romani, il vicedirettore di Bankitalia, Ignazio Visco, è in audizione alla Camera: «C'è il rischio concreto che la crisi finanziaria globale si traduca in una recessione grave e prolungata». Poi parla dei precari e dei giovani per dire che prendono meno di stipendio, che non hanno ammortizzatori sociali. «La spesa per interventi di sostegno a favore dei lavoratori che hanno perso il lavoro resta in Italia su livelli molto modesti rispetto agli altri Paesi».
La Cisl e la Cgil restano su posizioni distanti, in mezzo c'è sempre il muro dello sciopero generale che la Cgil per ora mantiene: «Non capisco questa discussione, queste critiche sullo sciopero - dice Guglielmo Epifani rispondendo alle parole di Berlusconi («Errore loro») - Lo sciopero non è a prescindere, ma per ottenere qualcosa». Poi però con la Cisl c'è sintonia. Dice Raffaele Bonanni, leader della Cisl: «Prima i dati finanziari, le cifre, poi il nostro giudizio». Ed Epifani: «E' giusto aspettare le decisioni del consiglio dei ministri. Se saranno coerenti con le nostre proposte ne trarremo le conclusioni».
Le misure le ribadisce Berlusconi agli industriali. Non parla della detassazione delle tredicesime, la vorrebbe fare, ma Tremonti insiste che non ci sono soldi. Per ora. Perché potrebbe venire un ammorbidimento dei criteri Ue con possibilità di sforare il deficit e allora... Intanto ci sarà il bonus per famiglie e pensionati. La quota più alta, 800 euro, la riceveranno le famiglie con reddito di meno di 20mila euro e figli a carico. Poi giù con il tetto di reddito e i componenti fino a 150 euro di bonus per 6mila euro di reddito. Ci saranno la detassazione degli straordinari dal 46 al 10%, e la possibilità di avere la rata fissa nel mutuo a tasso variabile trasformata in un diritto, gli imprenditori potranno scaricare dall'Ires il 15% dell'Irap. Ci sarà il bonus sociale sulle bollette della luce, ma anche la social card, la ricaricabile da 40 euro al mese (120 vale quella che sarà distribuita a dicembre) per fare acquisti di alimentari e servizi, anche con lo sconto (ora del 5% ma si spera di arrivare al 10%). Possibile il blocco delle tariffe di luce e gas (per la parte che compete allo Stato). Ma qui c'è chi contesta: «Le tariffe sono già destinate a scendere per effetto della caduta del prezzo del greggio, se le blocchiamo si rischia di pagare di più», spiega l'Italia dei valori.