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Pescara, 28/04/2026
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27/11/2008
Il Centro
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Pedaggi troppo cari, scatta il ricorso. A24: in sei anni cresciuti del 70%, la Provincia chiede i risarcimenti |
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Deciderà il Tar Lazio che ha già in mano altri procedimenti TERAMO. Pedaggi autostradali, la Provincia non molla. E in attesa che il Tar Lazio si pronunci sui ricorsi presentanti anni fa sugli aumenti decisi da Strada dei parchi dal 2003 al 2006, ne presenta un altro sull'ultimo incremento del pedaggio, deciso nell'agosto scorso. La concessionaria dell'A24 (e anche dell'A25) ha deciso di aumentare il pedaggio di 10 centesimi per il tratto Teramo-Roma e di 20 per L'Aquila. «Riteniamo sia ingiustificato e ingiustificabile», attacca il presidente della Provincia, Ernino D'Agostino, «sia l'ultimo che i precedenti contrastano con la concessione della gestione, dall'Anas a Strada dei Parchi, e con la normativa nazionale secondo cui gli aumenti devono essere correlati al tasso di inflazione programmata e agli investimenti effettuati. Ma gli investimenti sull'A24 sono partiti con forte ritardo e sono ancora in corso, per cui non possono costituire una giustificazione». D'Agostino sottolinea anche «un atteggiamento non rispettoso delle istituzioni» da parte di Strada dei parchi. Il motivo lo spiega il consigliere provinciale Raimondo Sfrattoni: «Il consiglio provinciale con un documento ha chiesto un accesso agli atti per avere i dettagli sugli ultimi aumenti e avevamo chiesto anche un incontro. Non abbiamo avuto nessuna risposta». D'Agostino annuncia poi che «non ci fermeremo all'iniziativa giudiziaria: intendiamo chiedere un tavolo di confronto con l'Anas in modo da avere un ristoro per la collettività teramana, costretta a subire gli aumenti. Ristoro in termini di riduzione delle tariffe o di investimenti sulle infrastrutture». La tesi della Provincia - elaborata nel ricorso dall'avvocato dell'ente, Antonio Zecchino e dall'avvocato Paolo Grassi - è che poiché fra il 2003 e il 2006 sono già scattati aumenti pur non essendo stati effettuati gli investimenti programmati (così come previsto dalla convenzione fra Anas e Strada dei Parchi) gli ulteriori aumenti di agosto non possono trovare alcuna giustificazione nel raddoppio dell'A24 nel tratto Villa Vomano-Teramo. Infatti questi lavori, iniziati solo nel 2006, sono ancora in corso. E poi sarebbero stati comunque abbondantemente compensati dagli aumenti precedenti. Le tariffe, finora, sono aumentate del 68%. L'avvocato Zecchino ricorda che l'Anas dopo il 2006 ha bloccato gli aumenti (tant'è che nel 2007 non c'è stato alcun incremento del pedaggio). Ma per quanto riguarda quelli di agosto, Strada dei parchi sostiene di aver avuto il via libera dell'Anas. E' questo un aspetto che si deve verificare, anche presentando un altro ricorso per ottenere l'esibizione degli atti che finora Strada dei Parchi (ma anche l'Anas) non ha voluto mostrare. Tant'è che anche quest'ultimo ricorso al Tar Lazio è stato presentato alla cieca, dopo aver atteso inutilmente la documentazione, poco prima che scadessero i termini. Il caso di "Strada dei Parchi" è andato a finire anche in un libro. Giorgio Ragazzi, professore di Economia politica all'Università di Bergamo, nel suo "I signori delle autostrade", ricostruisce la storia delle concessionarie autostradali e, a proposito di A24 e A25, fa rilevare che gli aumenti hanno compensato con largo anticipo gli investimenti previsti dalla convenzione fra concessionaria e Anas.
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