Presentato un altro ricorso al Tar del Lazio che si aggiunge a quelli per gli aumenti che vanno dal 2003 al 2006
L'amministrazione provinciale si prepara alla battaglia a colpi di carta bollata: nel mirino, l'ennesimo aumento (d'agosto) del pedaggio lungo l'A24 di 20 cent, autostrada gestita da Strada dei Parchi Spa (40% Toto, 80% Benetton). Via Milli non ne può più e quindi ha delegato i suoi legali a stilare un altro ricorso da presentare al Tar del Lazio, che si aggiunge a quelli già presentati per gli aumenti che vanno dal 2003 al 2006. Per giunta, il presidente D'Agostino ha dovuto ammettere «un atteggiamento irrispettoso da parte della società nei confronti della sua amministrazione, non rispondendo alla richiesta di accesso agli atti». Stessa storia vale per l'Anas. Una chiusura netta che fa intendere come il confronto chiesto da D'Agostino non sia certo in agenda. «E' infatti intendimento di questa amministrazione - interviene il legale dell'ente Antonio Zecchino - verificare se a fronte dei costanti aumenti tariffari la società concessionaria abbia effettivamente rispettato tutti gli impegni assunti all'atto della concessione». La Provincia invita prima di tutto l'Anas a stringere nei suoi compiti di vigilanza e nelle procedure di applicazione di tariffe, poi in seconda battuta fa rilevare la mancata effettuazione (nei tempi prefissati) dell'articolato piano di investimenti programmato dalla società concessionaria, in base al metodo del "price cap", criterio col cui s'impone che gli aumenti siano strettamente ancorati agli investimenti». In buona sostanza, gli ulteriori 20 cent di agosto non possono trovare alcuna giustificazione nei lavori del raddoppio dell'A24 nel tratto Villa Vomano-Teramo, «opera già remunerata con i passati aumenti tariffari» eccepisce Zecchino. Da quanto accertato dal Nars (Nucleo di Attuazione e Regolazione dei Servizi di Pubblica Utilità) emerge che la società Strada dei Parchi «doveva investire 196 milioni di euro fra il 2000 e il 2005» ma «si è fermata a 26 (13%)». Frattanto in questi ultimi anni i pedaggi «aumentavano del 63%». E in più, il consigliere Raimondo Sfrattoni (Rc) non afferra «il motivo perché si debba pagare il tratto dalla barriera di Basciano fino a Teramo, quando invece molti utenti che escono nello svincolo per Roseto non lo fruiscono». Nel suo libro, "I signori delle autostrade" il docente di economia Giorgio Ragazzi, menziona la vicenda: «I pedaggi- scrive- sono aumentati per consentire all'Anas di incassare 800 mln di euro sull'arco della concessione: un altro caso che conferma la natura fiscale del pedaggio. Non si capisce perché l'Anas abbia ceduto la concessione per questa autostrada: a parità di tariffe, avrebbe potuto incassarne i profitti appaltando direttamente i nuovi lavori».