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Pescara, 28/04/2026
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Data: 28/11/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
SPECIALE ELEZIONI - Costantini sfida Chiodi a un faccia a faccia. Assente il confronto sui programmi. Il leader dipietrista critica il rivale: si nasconde, batta un colpo

Abruzzo al voto. Campagna al veleno. Il candidato Pdl accusato di latitanza accetta: «Vedo più lui di mia moglie»

PESCARA - Scappa, si nasconde e dà buca agli appuntamenti. Niente confronti, niente faccia a faccia, niente duelli tv. Il bello della diretta lui manco sa cos'è. Chiodi? Uno slalomista, un assente ingiustificato, quello che mette la testa sotto la sabbia. Spot e solo spot: Carlo Costantini lancia la sfida, il bel Gianni venga avanti e si faccia sotto. In ballo c'è il futuro dell'Abruzzo. Parli di programmi e parli chiaro. Ed è solo questione di ore: nel pomeriggio Chiodi batte il colpo, c'è, eccome se c'è il candidato pidiellino: «Io latitante? Ma se vedo più Costantini di mia moglie. Ci manca solo che la sera vada a cena con lui».
Alza il tono e diventa al veleno la campagna elettorale abruzzese, finora dominata da un ovattato bla-bla e con i candidati oscurati dai big nazionali. Non ci sta Costantini, bisogna parlare di programmi, spostare il compasso sui problemi dell'Abruzzo, mettere in grado la gente di scegliere. «Un affronto ai cittadini quello di Chiodi, la moralità della politica si recupera attraverso la presentazione di programmi chiari». Parte dalla sala consiliare del Comune di Pescara la sfida del candidato dipietrista al suo diretto rivale, non lo nomina mai, nè Gianni nè Chiodi, lo chiama il "candidato del Pdl", quello che sfugge ai confronti e si fa dare prima le domande scritte: «L'abbiamo visto mentre Berlusconi gli teneva la mano sulla spalla e lui non ha detto una parola, e fino ad oggi ha formulato una sola proposta concreta: la "bancarella di Gianni"». Il confronto però non è tra Di Pietro e Berlusconi, ma tra loro due. «Rivolgo un appello alle associazioni di categoria affinché nei prossimi giorni pretendano di ascoltare le linee programmatiche di tutti i candidati Presidenti. Contestualmente».
E sui programmi batte punto per punto: lotta ai costi della politica attraverso l'eliminazione delle pensioni per i consiglieri regionali; riduzione del 15% delle indennità; cancellazione di enti e società inutili; riunione delle 6 Asl in una unica; un no deciso al Centro Oli di Ortona; 20 milioni di euro da investire nella programmazione turistica; concentrazione del trasporto pubblico locale in una sola società pubblica. «Qualcuno conosce come la pensa il candidato Pdl su questi punti?», nessuno, risponde lui per tutti. «Solo sul Centro Oli lui ha detto prima che era favorevole, dopo una settimana contrario e due giorni fa di nuovo favorevole».
Ondivago, oltretutto. «Ma io ho un programma chiaro, tant'è vero che lui lo critica»: è preso di sorpresa Gianni Chiodi, un attacco così non se l'aspettava. «Falso, tutto falso. Ma se ho partecipato a tutti, dico a tutti i confronti pubblici organizzati dalle associazioni di categoria. Forse non sono andato per problemi miei solo a quello della Cgil sulla sanità a Teramo, per il resto sto sempre con Costantini. Di confronti ne ha fatti a iosa, e se vuole ne farà altri». Ebbene sì, può essere capitato che si sia fatto dare le domande scritte: «Ma è successo a me come a lui, forse era previsto. Ma anche se fosse, che male c'è. Mica è un quiz, quello al quale siamo chiamati a rispondere». Lui la sfida la raccoglie, eccome, anche perchè non ha paura di nessuno. «Forse sarà Costantini ad avere paura, perchè avrà letto i sondaggi che mi danno in netto vantaggio. Forse si sopravvaluta, certo è che io non ho paura di nessuno, tantomeno di lui: nella mia vita ho affrontato sfide ben più difficili di un confronto con lui». Chiodi-Costantini, la sfida è servita.

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