PESCARA. Le elezioni regionali del 14 e 15 dicembre saranno «un termometro», attraverso il quale si potrà capire l'indice di gradimento degli abruzzesi per il governo nazionale, per poi guardare ai prossimi appuntamenti con le urne. Ne è convinto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che ieri è stato a Pescara per sostenere la candidatura alla presidenza della Regione di Gianni Chiodi ed ha incontrato gli elettori, all'auditorium Petruzzi, insieme a Chiodi, Alfredo Castiglione, Lorenzo Sospiri e Alessandra Petri, candidati al Consiglio regionale, e al senatore del Pdl Fabrizio Di Stefano. Il voto in questo territorio assume dunque per Alemanno «un'importanza fondamentale" a livello nazionale, una «valenza strategica».
«Il Pdl», ha detto Alemanno, «spera di avere una conferma, una sorta di promozione al lavoro del governo Berlusconi e di raccogliere i frutti dell'intensa attività compiuta in questi mesi a livello locale e nazionale».
Guardando al passato e al futuro dell'Abruzzo, Alemanno ha usato parole dure nei confronti del governo di centrosinistra guidato da Ottaviano Del Turco, decapitato a luglio dalla bufera giudiziaria per presunte tangenti nella sanità.
«Qui», ha detto l'esponente del Pdl, «il centrosinistra ha dimostrato tutte le proprie insufficienze e contraddizioni a livello politico e amministrativo». Pollice verso, dunque, nei confronti dell'avversario politico e non solo per la questione morale, ma anche perché col centrosinistra in Abruzzo «è fallito qualsiasi progetto di sviluppo», e poi ci sono le note «difficoltà di bilancio» che oggi attanagliano la Regione.
Per il primo cittadino della Capitale, l'Abruzzo è finito «in un vicolo cieco» e l'unica via di uscita sono «il Pdl e la candidatura alla presidenza di Gianni Chiodi, che rappresentano una prospettiva e un nuovo ciclo di sviluppo».
Le linee guida da seguire questo il suggerimento partito ieri dall'auditorium Pescarese, «devono essere meritocrazia e qualità», e dopo l'arresto di Del Turco, sul quale il centrodestra non ha infierito, «la politica deve fare un passo indietro», specie sul fronte della sanità, rinunciando alle nomine e imponendo una strategia di deospedalizzazione. Il sindaco di Roma ha parlato pure della data delle elezioni. «L'importante», ha commentato l'ex ministro, «è che la campagna elettorale vada avanti e che queste due settimane servano per poter approfondire ulteriormente i programmi».
Chiodi, da parte sua, ha approfittato della presenza di Alemanno per ribadire il lavoro che intende svolgere dal 16 dicembre, quando sarà «il presidente di tutti gli abruzzesi» e lavorerà per garantire «un'amministrazione corretta e trasparente».
«Che l'ex sindaco di Teramo abbia qualcosa in comune col sindaco di Roma è chiaro, ha detto invece Fabrizio Di Stefano. «Entrambi si chiamano Gianni ha sottolineato il senatore del Pdl e entrambi ereditano una situazione economica deficitaria dai predecessori. In Regione Chiodi dovrà porre rimedio alle macerie che troverà e sarà chiamato», ha concluso Di Stefano, «a ribaltare completamente la politica portata avanti dal centrosinistra, non solo sotto l'aspetto economico ma anche sotto l'aspetto morale, ricostruendo l'immagine dell'Abruzzo».