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Pescara, 28/04/2026
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Data: 28/11/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI - «Crociata del riscatto per una regione migliore» Di Pietro: la missione di Costantini contro una classe politica compromessa

L'AQUILA. Ha tardato un po' perché, strada facendo, si è fermato a comprare un cappello. «L'altro l'ho perso e qui fa troppo freddo per poterne fare a meno». Si è presentato così Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei valori, alla conferenza stampa tenuta questa volta a palazzo Margherita, sede del Comune. «Sono qui, e continuerò ad esserci» ha subito chiarito «per accompagnare Carlo Costantini in questa "crociata del riscatto" che servirà a costruire un Abruzzo migliore».
E Di Pietro non si è perso in preamboli. «In Abruzzo abbiamo trovato una classe politica compromessa a tutti i livelli. Il lavoro dei magistrati ha dimostrato che c'era una massa tumorale da estirpare. Ma ora il rischio più grande è di riaffidare la regione al centrodestra. Sarebbe come consegnare a Dracula le chiavi di un pronto soccorso». Poi, subito, l'affondo su Berlusconi: «E' venuto qui a dire che si impegnerà per dare all'Abruzzo fondi per le infrastrutture. A Berlusconi diciamo che dovrà solo restituire i soldi, quei tanti milioni di euro, che il governo Prodi aveva già assegnato all'Abruzzo e che lui ha, invece, cancellato». Poi lo spot (ritirato) di Chiodi sul "voto clientelare", «molti sono i colpevoli e l'Abruzzo deve emendarsi dalla politica del ricatto», per arrivare alla questione sanità. «Con noi al governo certi personaggi troveranno solo porte chiuse. Siamo quelli che non si arrendono a una Regione in mano agli affaristi. Per questo abbiamo puntato subito su Costantini».
E Di Pietro (presenti anche il senatore Alfonso Mascitelli, e il candidato Angelo Mancini) si è detto certo dell'impegno di tutto il centrosinistra e di non credere alle voci, «fatte circolare ad arte», sul voto disgiunto. «Lavoriamo per vincere e convincere. Qui è piovuto "governo ladro", ma siamo riusciti a ricostituire una coalizione ampia che sa di potercela fare».
Quindi le questioni nazionali, a cominciare dalla "social card" e dalle annunciate misure anticrisi. «Voglio aspettare, perché "l'illusionista" Berlusconi continua a privilegiare la politica degli annunci a quella del fare. Ma la "social card" è un'umiliazione da evitare. Ricorda tanto la tessera del ventennio fascista. E' un tozzo di pane che non sfama e che non salva neppure la dignità delle persone».
E ancora la vicenda Alitalia: «Si è venduta la polpa a dei furbetti che stanno già cedendo la compagnia ad altri. Una gestione scellerata». Infine la Rai: «Villari non si dimetterà. Ma i cittadini farebbero bene a riflettere sull'arroganza antidemocratica di questa maggioranza». Una tappa, quella a palazzo Margherita, chiusa con un saluto veloce al sindaco Cialente.

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