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Data: 29/11/2008
Testata giornalistica: Il Sole 24 ore.com
allegato: LEGGI L'ARTICOLO
A Fs e grandi opere 3,7 miliardi

Molte, e importanti, le novità per le infrastrutture nel decreto legge varato ieri. Alle Ferrovie vanno 960 milioni per i cantieri più urgenti e 1.440 milioni per evitare il taglio dei treni pendolari nel triennio 2009-2011 (bloccando anche le tariffe). Per le grandi opere ci sono 1,3 miliardi dal 2010 alla legge obiettivo che era rimasta a secco con la manovra estiva e con la Finanziaria. C'è il ripristino della figura dei supercommissari già tentati senza successo nella stagione 2002-2006. Viene inserita la detassazione dei microprogetti di arredo urbano o di interesse locale. E resta, ovviamente, la riprogrammazione del Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas), sia pure con una nuova formulazione del testo che pesca esclusivamente dai fondi di competenza nazionale, lasciando immutate le risorse in carico alle Regioni e confermando la destinazione prioritaria alle infrastrutture strategiche, alla sicurezza delle scuole e al nuovo «fondo Sacconi» per l'occupazione e la formazione. Il finanziamento alle Fs grava, per altro, anch'esso sul Fas, riducendo ulteriormente a 50,3 miliardi i fondi disponibili (già ridotti negli ultimi mesi da 63,1 a 52,8 miliardi).
Tutto questo è contenuto nel testo del decreto che ieri è entrato a Palazzo Chigi. Correzioni rilevanti, però, non dovrebbero interessare questi articoli. Sembra tenere, soprattutto, l'equilibrio trovato da Giulio Tremonti nella riprogrammazione del Fas dopo la Conferenza unificata di giovedì, in cui il ministro dell'Economia aveva promesso ai Governatori di non toccare i fondi regionali per concentrare le riprogrammazioni sui programmi nazionali.
Al «fondo Scajola» per le infrastrutture e al nuovo «fondo Sacconi» sarà assegnata infatti «una quota delle risorse nazionali disponibili del Fondo aree sottoutilizzate». Pur con questa limitazione, Tremonti ottiene una vittoria storica: mettere le mani su una fetta larghissima del Fas, circa 25 miliardi, per ridestinare i fondi verso progetti meno dispersi e frammentati.
Avendo mantenuto la promessa di escludere i fondi di competenza regionale, il Governo può anche permettersi di snellire l'iter. La ripartizione non passerà per il tavolo con le Regioni: lo farà il Cipe direttamente, entro 30 giorni, con una procedura molto più semplice di quella contenuta nelle bozze dei giorni scorsi che prevedeva 150 giorni per assegnare le risorse. Per il Fondo infrastrutture viene confermata la priorità per la messa in sicurezza delle scuole, cui si affiancano (ma questo punto del testo è soggetto a modifiche) altre priorità quali «l'edilizia carceraria, le opere di risanamento ambientale, museale e archeologiche e gli interventi di innovazione tecnologica».
Dei 50,3 miliardi residui del Fas, le risorse assegnate ai programmi regionali dalla delibera Cipe 166/2007 ammontavano a 25,4 miliardi. Ne restano quindi 24,9 fra programmazione nazionale, riserve e incentivi premiali. Da qui si pescheranno le risorse da ridestinare. Questo nell'ipotesi - che però non è scontata nel decreto - che gravitino sui fondi nazionali anche i tagli effettuati al Fas fino a oggi.
Il Governo rinuncia, in questa fase, anche ai 14 miliardi di fondi riprogrammabili del quadro 2000-2006 che pure hanno forti vincoli settoriali e territoriali sulla base di regole Ue. Né si fa cenno nel decreto legge ai 5 miliardi (2,5 Ue più 2,5 di cofinanziamento nazionale) che il Governo ha recuperato a Bruxelles con la proroga di sei mesi dei termini per la presentazione della rendicontazione definitiva dei progetti 2000-2006.
Per le Fs il decreto legge dispone che si mantenga il vincolo di destinazione territoriale proprio del Fas, con l'85% al Sud e il 15% al Centro-Nord. Promette di essere fortemente innovativo lo stanziamento in favore dei treni pendolari. Risolve un'annosa diatriba con la società guidata da Mauro Moretti con una soluzione di tipo riformista: riscrivere i contratti di servizio, tenendo conto del nuovo concetto di servizio universale e imponendo il blocco delle tariffe (di competenza regionale) e un corposo «efficientamento» dei servizi forniti da Ferrovie.
Salutata con soddisfazione dal presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, l'assegnazione delle risorse del Fas non solo alle grandi opere ma anche a programmi prioritari di piccole opere, come quello delle scuole. In questa direzione anche lo sgravio fiscale per i microinterventi urbani.

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