Tagli del 3% per Ires e Irap. Le aziende verseranno l'Iva solo dopo il reale incasso
ROMA. Dieci minuti per approvarlo, un'ora e mezzo per spiegarlo. Il decreto legge con le misure contro la crisi economica per il sostegno di famiglie, imprese e banche (35 articoli) vede la luce dopo un'altra riunione lampo del consiglio dei ministri.
In tutto il valore delle misure è di circa 3 miliardi, ma «riguardano - spiega Giulio Tremonti - un volume di 80 miliardi». Niente detassazione delle tredicesime, una misura che avrebbe dovuto essere valida da subito e che sarebbe andata a incidere sul bilancio di quest'anno. Arriva il bonus (costo 2 miliardi e 400 milioni) per le famiglie numerose, i pensionati a basso reddito, le famiglie con un handicappato in casa. Vale da 200 a 1000 euro a seconda dei componenti del nucleo familiare e il reddito. Le famiglie hanno mille euro di bonus con più di cinque componenti e 22mila euro di reddito. Se è presente un componente portatore di handicap il tetto di reddito sale a 35mila euro e il bonus vale comunque mille euro. Per ottenere il bonus si può far domanda entro il 31 gennaio 2009, niente soldi in più sotto l'albero di Natale, dunque.
Il governo calcola che il bonus riguarderà 8 milioni di famiglie per un totale di 16 milioni di soggetti. Alle famiglie è dedicato anche l'intervento sui mutui: tasso massimo del 4%, solo nel 2009, per quelli a tasso variabile negoziati prima del 31 ottobre scorso (lo differenza la finanzia lo Stato, ma con modalità ancora da definire). I mutui sottoscritti dall'anno prossimo dovranno prendere come tasso di riferimento non più l'Euribor, ma il tasso della Bce.
Viene bloccato fino al 31 dicembre 2009 ogni aumento delle tariffe (acqua esclusa), bloccati anche i pedaggi autosdrali e ferroviari delle tratte regionali (per i pendolari). Alle Ferrovie viene dato un contributo di 960 milioni, previsto anche un contributo di 195 milioni in tre anni alla Tirrenia per agevolarne la privatizzazione.
Aumentano gli ammortizzatori sociali (estesi anche a parte dei precari), aumenta il tetto per usufruire della detassazione del salario mobile e il massimale dei premi detassabili. Sul fronte delle imprese il decreto prevede notevoli novità. Innanzitutto arriva l'Iva di cassa, ovvero la possibilità di versare l'Iva allo Stato non più all'emissione della fattura, ma al momento del suo reale incasso. Il rovescio della medaglia sono i ritardi dei pagamenti nei quali la Pubblica amministrazione è fra i maggiori colpevoli (fra sei mesi e un anno il ritardo con cui vengono onorati i conti con i fornitori). Anche qui il governo prova a emanare regole che portino a un pagamento accelerato.
A vantaggio delle imprese anche la riduzione di 3 punti percentuali dell'anticipo di Irap e Ires dovute a fine mese (niente è previsto per gli altri contribuenti), così come c'è l'impegno a rivedere alcuni studi di settore in relazione all'attività, alla crisi e all'area geografica. Sull'Irap previsto anche la deduzione del 10% dall'Ires.
Nel decreto legge trovano anche posto i cosiddetti Tremonti-bond, ovvero la possibilità dello Stato di sottoscrivere obbligazioni degli istituti di credito al fine di agevolarne la liquidità. «Servono per garantire liquidità», dice Tremonti. Nelle pieghe delle norme trova posto anche quella che riguarda la proprietà delle banche. Cade il tetto massimo del 15% detenibile da una impresa, era nata per evitare un conflitto di interesse fra banche e clienti-proprietari. Cambiano anche le regole per le scalate delle società, le Opa.