PESCARA - Il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge della Regione Abruzzo sui cosiddetti "portaborse". L'impugnativa, spiega una nota del Governo, riguarda diversi profili di illegittimità costituzionale: «In via preliminare si contesta l'esercizio della potestà legislativa da parte di una Regione il cui Consiglio è sciolto e sono imminenti le elezioni, trattandosi di questioni che non rivestono carattere di indifferibilità ed urgenza. E sono state ritenute illegittime le disposizioni sulla stabilizzazione del personale precario e dei "portaborse", non consentite dalle leggi vigenti, e le norme che stabilizzano il personale precario delle Asl, stante la nomina da parte del Governo di un commissario per il piano di rientro nel settore sanitario. Considerata la straordinarietà della situazione e la delicatezza della materia, per evitare che la legge produca effetti prima della pronuncia della Corte costituzionale, il Governo ha chiesto alla Consulta di valutare l'opportunità di sospendere anticipatamente l'efficacia della legge». Il ministro per i rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, si augura che «in ogni caso il prossimo Consiglio regionale tra i suoi primi atti revochi quelle disposizioni». Soddisfatto il centrodestra: «E un'ottima notizia, e testimonia dell'attenzione del centrodestra affinchè in Abruzzo possa al più presto essere invertita la rotta», dicono Filippo Piccone e Paolo Tancredi, senatori del Pdl.