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Pescara, 28/04/2026
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Data: 29/11/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Il Governo impugna la legge sui portaborse. Fitto censura l'assunzione dei precari: l'assemblea non poteva legiferare

PESCARA. Il Governo ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la legge approvata dal consiglio regionale del 7 novembre scorso che dà il via libera all'assunzione di mille precari della regione, degli enti strumentali e delle Asl. La decisione è stata presa ieri dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro per i rapporti regionali Raffaele Fitto. Il governo contesta in particolare «l'esercizio della potestà legislativa» da parte di una Regione il cui Consiglio regionale è sciolto.
Fitto sostiene in sostanza che l'assemblea di Palazzo dell'Emiciclo ha in queste condizioni il solo potere di votare leggi su argomenti che rivestono carattere di «indifferibilità ed urgenza», cioè che non possono essere rimandati, o che sono riferibili a situazioni di estrema gravità.
Il ministro censura in particolare l'assunzione dei portaborse (la cui stabilizzazione non è prevista dalle ultime finanziarie nazionali) e quella del personale precario delle Asl, in presenza di un Commissario straordinario nominato dal Governo per la realizzazione del piano di rientro del deficit della sanità abruzzese.
Per questo il Governo ha chiesto alla Corte Costituzionale di valutare l'opportunità di sospendere anticipatamente l'efficacia della legge.
Sulla vicenda il ministro Fitto ha dichiarato di augurarsi «che il prossimo consiglio regionale revochi le disposizioni in oggetto. Si cancellerebbe così una pagina che il governo ritiene che violi principi di correttezza e di opportunità che vanno rispettati nell'imminenza di scadenze elettorali».
È finita dunque come previsto, con un ricorso davanti alla Corte Costituzionale, la caotica assemblea consiliare del 7 novembre che aveva portato all'assunzione dei precari grazie a due emendamenti inseriti in una legge sulle fogne (il secondo dei quali, quello sui portaborse non ha paternità dichiarate, né prima né dopo il voto). Emendamenti che hanno allargato la schiera degli aventi diritto con un allentamento dei vincoli stabiliti dalla finanziaria nazionale: tre anni di servizio entro il 28 settembre 2007. Il Consiglio, con un accordo bipartisan tra consiglieri di maggioranza e opposizione, ha spostato i termini dei tre anni al 2010 e ha inserito nell'elenco anche il personale dei gruppi politici, assunti non per selezione ma per chiamata diretta.
Per i senatori del Pdl Paolo Tancredi e Filippo Piccone l'impugnazione «è un'ottima notizia». Per il capogruppo di Rifondazione (che non ha votato l'emendamento sui portaborse) Daniela Santroni, se «bene ha fatto il ministro a impugnare il provvedimento di stabilizzazione dei portaborse», è invece «sbagliato accomunare tale provvedimento con la stabilizzazione dei precari», che secondo la Santroni è una «doverosa applicazione di quanto previsto dalla legge Finanziaria».

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