ROMA Bonus fiscale per le famiglie a reddito basso, che arriverà nelle buste paga e nelle pensioni tra febbraio e marzo; blocco delle tariffe e tetto sulle rate dei mutui variabili; sgravi fiscali per le imprese e passaggio all'Iva di cassa; accelerazione e riorientamento degli investimenti pubblici. Il decreto fiscale approvato ieri dal Consiglio dei ministri è un sostanzioso supplemento alla legge finanziaria, che quest'anno era stata ridotta ai minimi termini dopo essere stata in larga parte anticipata dalla manovra triennale dello scorso giugno. Ma nel presentare il testo, a differenza di quanto avviene di solito con le leggi finanziarie, il ministro Tremonti non ha voluto quantificare le risorse fresche messe in moto da queste misure: si tratta - ha detto - di un pacchetto complessivo che mette insieme fondi già esistenti ma finora bloccati, investimenti di privati e un ulteriore impegno finanziario dello Stato, per un totale di 80 miliardi.
Così, nel caso delle famiglie, il sostegno e la conseguente spinta ai consumi dovrebbero arrivare sia dal bonus, sia dalla riduzione dell'incidenza di rate e bollette. Più in generale, come ha voluto puntualizzare il ministro, il provvedimento ha l'obiettivo di ridare fiducia nel futuro. Per dirla con il premier Berlusconi, dovrebbe convincere gli italiani a non cambiare i propri «stili di vita e di acquisto». «L'estensione temporale della crisi - ha avvertito il presidente del Consiglio - dipende da tutti noi, dalla nostra capacità di fiducia e di guardare al futuro con speranza».
Ma la spinta all'economia dovrebbe venire anche dalle altre misure. Quelle destinate alle imprese, che consistono certo in alleggerimenti fiscali, ma anche nell'impegno dello Stato a rimborsare i crediti d'imposta (per un totale di sei miliardi) e a garantire il pagamento ai fornitori in tempi più ragionevoli. E quelle pensate per rispondere in modo più specifico alle conseguenze della crisi economica. È il caso degli ammortizzatori sociali, che vengono estesi a quella categorie di lavoratori più immediatamente esposti al rischio di perdere il posto di lavoro (contratti a termine, apprendisti, interinali); le risorse complessive per il 2009 salgono a oltre un miliardo di euro.
Viene invece prorogato per tutto il 2009, e al tempo stesso modificato, il regime di tassazione agevolata al dieci per cento introdotto lo scorso luglio per straordinari e premi di produttività. Il beneficio si concentrerà su quest'ultima voce, visto che in tempo di crisi il ricorso agli straordinari è minimo. Il tetto di reddito sale da trenta a trentacinquemila euro, e l'importo ammesso all'aliquota ridotta da tremila a seimila euro.
Infine una spinta dovrebbe arrivare anche dalle infrastrutture. Due le misure principali: verrà esteso il ricorso al commissario per la gestione delle opere, mentre i ricorsi alla magistratura (ad esempio delle aziende che perdono un appalto) non avrà più l'effetto di bloccare i lavori, ma darà luogo a risarcimento in caso sia accertato il danno.