Verso le elezioni. Si muove anche Le Monde. Ma i temi nazionali tolgono spazio ai candidati
PESCARA - Tutti gli occhi puntati sull'Abruzzo. Le regionali abruzzesi, il più significativo test elettorale in Italia dopo le politiche che hanno reinsediato Berlusconi a Palazzo Chigi, calamitano l'attenzione dei media nazionali e non solo. Ultimo in ordine di tempo l'autorevole (aggettivo, in questi casi, abusato almeno quanto inevitabile) quotidiano francese Le Monde, con tanto di inviato al seguito del tour Teramo-L'Aquila-Montesilvano di Berlusconi in appoggio a Chiodi: «Se Chiodi avrà la meglio -scrive Philippe Ridet- , il presidente del Consiglio potrà gridare alto e forte che, nonostante le proteste degli insegnanti, dei funzionari statali e degli studenti, la sua politica di riforme è un successo. In caso di sconfitta, il discorso sarà diverso». Test nazionale, dunque, l'Abruzzo. Al punto che i grossi calibri della politica italiana sono scesi e scendono in continuazione dalle nostre parti per sfidarsi. E questo è il punto: si sfidano in Abruzzo sui temi nazionali, e lo spazio che ovviamente conquistano riduce quello dei loro candidati, insomma di quelli che si presentano agli abruzzesi, ai loro corregionali, per convincerli a votarli. E come fanno, a convincerli, se non trovano varchi per far conoscere i loro programmi? Certo, specie Chiodi e Costantini sono diventati personaggi noti anche a livello nazionale, assurti agli onori dei maggiori newsmagazine: ma solo per i loro incidenti di percorso (Chiodi: l'improvvido spot sui giovani che ha prodotto accuse di voto di scambio e la denuncia di Buontempo alla Procura dell'Aquila, e poi l'inchiesta sulla discarica La Torre a Teramo che lo coinvolge) o per la loro genesi politica (Costantini: citato come esempio principe del peso conquistato da Di Pietro-IdV ai danni di Veltroni-Pd negli equilibri dell'opposizione a Berlusconi). Gli spazi ridotti, e le manifestazioni onorate da platee troppo magre, spingono i candidati a cambiare registro. Da settimane De Laurentiis, oltre agli incontri pubblici con i dirigenti del suo partito, si spende, e sembra con buon profitto, in un intenso "porta a porta" con i cittadini elettori: ora anche Costantini e Chiodi sarebbero intenzionati a puntare di più sul tour-de-force personalizzato, a scapito delle passerelle con i big. E Costantini, come da noi evidenziato nei giorni scorsi, ha anche avanzato l'invito a Chiodi a confrontarsi in singolar tenzone. La riconquista degli spazi: questa la strategia dei candidati a due settimane dal voto. Servirà ad evitare un'astensione-record dai seggi?