Il primo cittadino bacchetta Sinistra democratica e chiede un vertice regionale del centrosinistra prima delle elezioni. L'annuncio: «Anche in futuro sono disposto a un passo indietro in presenza di altri ostacoli»
L'AQUILA. Il consiglio comunale ha approvato ieri la variazione di bilancio 2008. Il sindaco Massimo Cialente ha considerato l'approvazione una vittoria personale e ha reagito come un allenatore che è stato a un passo dalla disfatta ma che all'ultimo momento ha trovato la vittoria che ha salvato la sua panchina. Ed è stata l'occasione per fare la voce grossa con i suoi alleati.
Ieri mattina Cialente è andato in consiglio comunale pronto al colpo di teatro. Aveva già scritto la lettera di dimissioni e l'avrebbe firmata se il consiglio comunale avesse bocciato la variazione di bilancio. Variazione che in sè è un fatto tecnico ma che fra tagli, minori entrate, fondi stanziati per evitare il fallimento delle municipalizzate, in realtà era diventato l'atto più importante dell'anno e mezzo di giunta Cialente. Il primo cittadino si è svegliato col coltello fra i denti. Venerdì sera era tornato tardi da Roma dove era stato con l'assessore Ermanno Lisi a "pietire" un aiuto dai vari ministeri per dare soluzione alle vicende metropolitana (smantellarla o terminarla) e aeroporto (valorizzarlo definitivamente o piantarci le patate). Il sindaco da qualche mese si sente accerchiato: «Io lavoro, cerco soluzioni ai guai che ci ha lasciato il centrodestra poi vado in consiglio e c'è sempre qualcuno della maggioranza, che usa il martello pneumatico per demolire tutto». Ieri no, Cialente non voleva fare la vittima sacrificale. Venerdì aveva fatto girare la voce: attenti, se si sgarra si va tutti a casa. E ieri la "minaccia" è servita. A parte i due consiglieri di Sinistra democratica e l'astensione di Gino Di Carlo la maggioranza ha retto. Nel pomeriggio il sindaco ha diffuso un comunicato con alcuni passaggi in politichese puro. Cialente ha prima ringraziato i consiglieri della sua maggioranza in quanto «il centrosinistra aquilano dimostra alla città di avere il coraggio, la forza e la serenità per gestire la drammatica e vergognosa situazione che abbiamo trovato all'interno delle aziende partecipate, dentro le quali vi sono, comunque, centinaia di lavoratori in carne ed ossa, assumendosi la responsabilità della loro ristrutturazione, e la pesante eredità di una macchina comunale che, giorno dopo giorno, lentamente, stiamo cercando di far ripartire con la collaborazione di tutti i dipendenti».
Poi bacchettata a Sinistra Democratica: «Non nascondo ai cittadini il voto negativo espresso dai consiglieri di Sinistra democratica Giustino Masciocco e Giuseppe Bernardi, voto che equivale ad una volontà liquidatoria della mia esperienza di governo».
Infine l'alzata di scudi con la richiesta di un vertice fra i segretari regionali dei partiti del centrosinistra alla presenza del candidato presidente Carlo Costantini. Cialente chiede insomma che non ci sia una sorta di doppio gioco: si sfascia all'Aquila e si va a braccetto in Regione. Se tale intesa non ci sarà «sono pronto a fare un passo indietro». Insomma la lettera di dimissioni non è stata firmata ma nemmeno buttata nel cestino.