Al voto. Il pensatoio abruzzese ha deciso di rilanciare la questione morale: «Sono loro che candidano i rinviati a giudizio»
PESCARA - Costantini contro Berlusconi. Non è una sfida impossibile perchè da una parte ci sono i problemi i programmi le scelte i cittadini, insomma l'Abruzzo; dall'altra l'immagine le maxi convention i manifesti sei-per-sei gli spot, punto e basta. Sarà così la campagna elettorale dei prossimi quindici giorni, il candidato dipietrista contro il premier: eccola la nuova strategia messa a punto nel vertice del pensatoio del centrosinistra. Sarà così perchè è così che è stata impostata fino ad oggi dal Pdl abruzzese che ha puntato tutte le sue carte sull'appeal del presidente del Consiglio, lasciando a Gianni Chiodi un ruolo di secondo piano. E ieri il centrosinistra ha raccolto la sfida: nella riunione alla sala convegni dell'aeroporto i candidati alle regionali, i dirigenti, i segretari regionali del centrosinistra, lo stesso Carlo Costantini hanno deciso di dare una sterzata alla campagna elettorale.«Si parlerà di più, molto di più dei programmi, delle scelte, delle proposte per l'Abruzzo in modo da far apparire più evidente che il centrodestra non ha una sua ricetta per il rilancio della regione. Andremo a colpire nel punto in cui il centrodestra è più debole: la mancanza di programmi, di idee, di proposte, cercando di mettere in risalto che proprio la onnipresenza di Berlusconi in Abruzzo nasconde in realtà un vuoto di idee», racconta Gianni Melilla di Sinistra democratica. Quindi va bene, Costantini contro Berlusconi perchè Chiodi di fatto non c'è.
Hanno preso la parola in tanti ieri all'aeroporto: il segretario regionale Luciano D'Alfonso, Melilla, il segretario di Rifondazione Marco Gelmini, il presidente della Provincia di Chieti Tommaso Coletti, il parlamentare Giovanni Legnini. Per dire che di là ci sono le luci i lustrini gli spot, di qua dovrà esserci massima attenzione ai problemi. «La nostra forza è la capacità di dare risposte ai problemi della gente», hanno ribadito i candidati. Così alle mega convention di Berlusconi il centrosinistra risponderà con una manifestazione il 10 dicembre in cui sarà rigorosamente vietata la presenza dei big nazionali: sul palco soltanto gli abruzzesi, dirigenti candidati cittadini, per rendere ancora più evidente la differenza col partito delle libertà.
Ma i segretari dei partiti dopo cinque mesi hanno riaperto la porta dell'armadio, tirando fuori lo scheletro della questione morale tanto cara a Di Pietro: non si può archiviare, è stato detto ieri sera, perchè è un argomento tabù più per il centrodestra che per il centrosinistra. Visto che è proprio il Pdl che ha deciso più degli altri di candidare indagati o persone addirittura rinviate a giudizio. «A cominciare dal candidato presidente, come è stato ricordato dal settimanale L'Espresso in questi giorni», ha sostenuto Meilla che ha anche parlato della mega consulenza affidata dall'ex manager della Asl di Pescara Angelo Cordone proprio all'allora sindaco di Teramo Gianni Chiodi. «Una consulenza dai contorni e dagli effetti indefiniti». Insomma all'attacco, sicuri ottimisticamente di vincere: il centrosinistra cambia strategia e forse costringerà gli avversari a fare lo stesso. E a lasciare a casa i big e a parlare, finalmente, di programmi.