PENNE. «Riproporremo la realizzazione della metropolitana leggera di superficie per collegare Penne alla costa pescarese». Il sindaco Donato Di Marcoberardino rilancia l'ipotesi progettuale di un mezzo pubblico non inquinante che tagli i tempi di percorrenza dall'entroterra vestino alla città di Pescara. E per concretizzarlo il Comune di Penne ha chiesto anche un contributo regionale, attraverso i fondi Pit, per avviare il piano di sviluppo da circa 5 milioni di euro.
«L'obiettivo è di contribuire in modo sostanziale a ridurre i costi generali di trasporto e, soprattutto, i tempi di percorrenza, garantendo un migliore servizio alla collettività e un minore inquinamento ambientale ed acustico delle aree interne», spiega il sindaco. Si potrebbe, ad esempio, utilizzare una parte del vecchio tracciato ferroviario della Fea, dismesso agli inizi degli anni'60, su cui, in passato, viaggiava il trenino dell'area vestina.
«Certamente è un progetto che avrà costi notevoli, ma, sicuramente, le generazioni future ne avranno benefici significativi», aggiunge Di Marcoberardino. La Provincia di Pescara 5 anni fa ha inserito il progetto nel piano provinciale territoriale. «Lo Stato ha finanziato la realizzazione della metropolitana leggera nel tratto Pescara-Scafa, che è già servita da un tracciato ferroviario», ricorda il primo cittadino, «noi, come amministratori della Vallata del Tavo dobbiamo perseguire ogni possibilità di sviluppo del territorio, quindi è necessario proporre questo progetto. Dopo le elezioni regionali», assicura, «riunirò i sindaci dell'area vestina e metteremo in cantiere le linee guida per sviluppare il progetto della metropolitana leggera».
Sulla proposta interviene il vicesindaco di Loreto, Terenzio Chiavaroli: «Superati i problemi legati all'assenza di infrastrutture viarie sul territorio», sostiene l'amministratore loretese, «la scelta di realizzare una metro leggera è sicuramente positiva ed interessante per lo sviluppo dell'area vestina. Naturalmente, dobbiamo valutare i costi ed i benefici dell'opera pubblica».
L'assenza di infrastrutture ha penalizzato l'area vestina: secondo Confindustria è difficile che nuove aziende scelgano di investire qui. A breve, Di Marcoberardino convocherà un tavolo con gli amministratori dell'area per studiare un progetto da sottoporre a partner privati e pubblici.