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Pescara, 30/04/2026
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Data: 02/12/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Promozioni facili, la Regione nella bufera. Dopo il video di Chiodi, il centrosinistra prepara la sua delibera clientelare. Gli esclusi: «E' una porcata, pianta organica gonfiata»

Il caso. La Giunta regala qualifiche a 500 dipendenti e "ripesca" 73 precari da sistemare prima delle elezioni

PESCARA - Non è bastato l'altolà del ministro Fitto, nè le tre pagine di motivazioni all'impugnazione del governo della legge dei precari e tantomeno la figuraccia di Gianni Chiodi col videoclip clientelare. Gli hanno detto peste e corna al candidato pidielle ma nel frattempo preparavano il rilancio: cinquecento promozioni per i dipendenti regionali sono pronte per la firma, col consenso dei sindacati. Una delibera nuova di zecca che dovrebbe portare manciate di consensi a un centrosinistra in agonia, è stata presentata giovedì scorso dall'assessore al personale Giovanni D'Amico: dentro c'è anche la stabilizzazione di 73 precari, tutti assunti ai tempi di Telepace, sfilati dalla delibera impugnata da Fitto e riproposti con l'abito nuovo nella delibera pre-elettorale.
E alla Regione scoppia il finimondo: un gruppo di dipendenti manda un comunicato di fuoco a tutti i giornali e anima sul blog del sito Primadanoi un dibattito al veleno. «E' una porcata: promozioni selvagge decise su un organico artificiosamente gonfiato - scrivono - Difatti i dipendenti in servizio sono circa 1.400 e considerando che nel frattempo sono stati trasferiti presso le Province circa 200 impiegati, e vista la vergognosa rottamazione con la quale sono andati in pensione tanti altri, non si capisce come possa essere quantificato un organico di oltre 1.900 posti». Insomma secondo i dipendenti rimasti al palo, il personale in servizio alla Regione è di 1.400 unità: «E siccome l'organico previsto è di oltre 1.900 posti - dicono - i circa 500 posti vacanti dovranno essere coperti, magari assumendo amici e parenti». Secondo lo schema allegato alla delibera, in servizio alla Regione ci sono 186 funzionari della categoria d1 mentre si prevede la promozione per 218 dipendenti con qualifica b. In altre parole, si passerà dagli attuali 186 a 420 funzionari di categoria d1. A costo zero manco per niente, sostengono gli arrabbiati.In ogni caso la valanga di promozioni è pronta, a beneficiarne saranno 466 dipendenti e la giunta regionale che opera in regime di prorogatio non può adottare un atto che non sia «indifferibile e urgente», così come ricorda il ministro Fitto nei motivi di impugnazione. Così come non è urgente la stabilizzazione dei 73 precari che nella maxi infornata di un mese fa è stata bocciata dal governo. Insomma un'operazione clientelare e pre-elettorale, come insinuano alla Regione. Anche perchè haivoglia a dire che i 466 alla fine dei corsi dovranno superare un esame: le commissioni sono composte da personale interno e quindi la prova sarà una semplice formalità.
L'assessorato al Personale tenta un'autodifesa: «La pianta organica della Regione, comprese le sedi di Roma e Bruxelles conta 1.911 dipendenti di cui 57 a carico dello Stato e 120 dirigenti. Il costo per il 2007 è di 59 milioni 300 mila euro e nel 2008 sarà lo stesso». Nel 1977 la pianta organica contava 1.916 dipendenti con un numero di dirigenti superiore all'attuale. «La delibera predisposta prevede la rimodulazione e non la modifica della pianta organica, per la quale è invece necessario un atto di legge con passaggio nella conferenza Stato-Regioni. Rimodulare significa che all'interno di uno stesso budget destinato al personale vengono riorganizzate alcune funzioni». Con le promozioni, appunto. E in merito ai 73 precari, la Regione precisa che sono quelli che in base alla finanziaria 2006 del governo Prodi dovevano essere stabilizzati per legge: quelli cioè che sono stati assunti per concorso e che hanno lavorato per tre anni anche se non continuativi. Ma il governo è di avviso diverso. Non solo: in regime di prorogatio la giunta regionale può attenersi solo all'ordinaria amministrazione. No, non è bastata la batosta del governo che ha censurato con parole durissime la legge sui portaborse con cui la Regione si apprestava a fare un vero e proprio colpo di mano. C'è di peggio, c'è la valanga di promozioni regionali: buone per assicurare un pugno di voti in più a un centrosinistra che ha già perso la faccia.

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