Sul contratto unico della mobilità il Governo chiede tempo per poter disporre di un'ulteriore fase di ricognizione e verificare la possibilità di avanzare una sua proposta di carattere procedurale e, quindi, avviare concretamente il negoziato contrattuale. La richiesta dell'Esecutivo è stata formalizzata giovedì scorso, nella sede del ministero dei Trasporti, durante l'ultimo incontro interlocutorio tra associazioni datoriali e sindacali. Come in occasione delle precedenti riunioni, del 19 e del 21 novembre scorsi, hanno partecipato all'incontro le Segreterie Nazionali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti, Orsa Trasporti, Faisa, Fast e le Associazioni Datoriali Anav, Ancp, Asstra, Confetra, Fise e Federtrasporto. Secondo la delegazione ministeriale, l'ulteriore fase di ricognizione, rivolta principalmente alle parti datoriali, dovrebbe completarsi entro il 4 dicembre, giorno in cui è stato ipotizzato di aggiornare l'incontro. Ricordiamo che il nuovo contratto, presentato nel febbraio di quest'anno dall'assemblea dei quadri e delegati sindacali, riunisce per la prima volta 250 mila autoferrotranvieri, ferrovieri e addetti ai servizi connessi (pulizie, manutenzione, ristorazione e accompagnamento notte ferroviario) e prevede, tra l'altro, un aumento medio mensile pari a 150 euro dal primo gennaio 2008 e una durata quadriennale (dal primo gennaio 2008 al 31 dicembre 2011) per la parte normativa e biennale (dal primo gennaio 2008 al 31 dicembre 2009) per la parte economica. Inoltre, nel nuovo contratto, l'orario di lavoro è fissato a 38 ore settimanali e vengono determinati i parametri della retribuzione fissa e le modalità di quelle di secondo livello. In otto capitoli, la bozza di piattaforma interviene anche su regole d'appalto, regolazione del diritto di sciopero (che nei settori interessati dal contratto è di grande impatto sulla collettività), modelli retributivi e anche tutela ambientale.