PESCARA. A dieci giorni dal voto la Regione torna ad assumere. E lo fa con una delibera che sarà approvata dalla Giunta giovedì prossimo e che contiene il Piano di avanzamento del personale regionale e l'assunzione a tempo indeterminato di 73 precari che entrarono a vario titolo con l'amministrazione di Giovanni Pace. «Si tratta di un atto che ordina l'attuale situazione organica», ha detto l'assessore al Bilancio, Giovanni D'Amico, insieme ai responsabili delle rappresentanze sindacali che hanno sottoscritto l'accordo con la Regione.
Le polemiche che la delibera sta suscitando, anche alla luce della decisione del Governo di impugnare la legge regionale sull'assunzione di precari e portaborse, non preoccupano l'assessore che si è detto «tranquillo».
E' un atto di «ordinaria amministrazione e chi la vedesse diversamente può fare ricorso al Tar», ha spiegato D'Amico, aggiungendo, per quanto riguarda il parere del ministro agli Affari regionali, Raffaele Fitto, che «lui non ha maggior titolo di un assessore regionale». Secondo l'assessore il ministro ha impugnato anche l'articolo che è coerente con le norme sulla stabilizzazione approvate dalla Giunta, «che noi difenderemo davanti alla Corte costituzionale». Difesa a oltranza per l'articolo 24, quello sulle promozioni, «coerente con l'attività della Giunta con le organizzazioni sindacali».
L'assessore D'Amico ha tenuto a dire che «non si tratta di un'azione straordinaria, clientelare o discrezionale», e a conforto delle sue parole ha portato il fatto che «le prove selettive per l'avanzamento dei dipendenti, e i "corsi concorsi" per l'assunzione dei precari, si svolgeranno dopo le elezioni e saranno quindi in mano alla nuova amministrazione». Per inciso nell'impugnazione il governo ha censurato la norma perché «in contrasto con i principi di ragionevolezza, imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione», secondo i quali «nel passaggio ad una fascia funzionale superiore deve essere ravvisata una forma di reclutamento soggetta alla regola del pubblico concorso, in quanto meccanismo di selezione tecnica e neutrale dei più capaci». In sostanza se la Regione mette nel conto di promuovere 500 dipendenti, almeno la metà dei posti deve essere riservata ad esterni selezionati per pubblico concorso.
E c'è anche chi, come Giuseppe Zanelli della Uil, non ha firmato la delibera, «perché in regime di prorogatio non si può fare quest'atto». Reazioni arrivano anche dal Pdl. Per Alfredo Castiglione, capogruppo di An in Consiglio, questo atto serve alla giunta «per assicurarsi un minimo di visibilità a pochi giorni dalle elezioni».
Dal coro di voci si alza quella dei dipendenti regionali: «Se giovedì il provvedimento non passa, dal giorno dopo saremo in stato di agitazione», ha detto Giuseppe Liberatoscioli della Cisl.