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Pescara, 30/04/2026
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Data: 04/12/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI - «Troppi partiti, alla Regione ne bastano due» Verdini e Chiodi a caccia dei voti dell'Udc «In Abruzzo c'è il Pdl 2, i centristi con noi»

PESCARA. «Siamo per la semplificazione della politica e dei gruppi politici. Alla Regione Abruzzo su 40 consiglieri c'erano 19 gruppi. La riduzione è inevitabile e lo hanno capito prima i cittadini dei politici». Denis Verdini coordinatore nazionale di Forza Italia arriva a Pescara per parlare alla platea dei fedelissimi del «bipartitismo e di Chiodi presidente». Verdini, toscano di Firenze lo conoscono come politico dai tratti ruvidi ma a Pescara si addolcisce al punto da ricordare come anche al «Pd di Veltroni bisogna dare una mano ad uscire dalle secche in cui il partito si trova».
Un sostegno che secondo il coordinatore Azzurro è doveroso perchè «Veltroni ha puntato sul bipartitismo». Però, ricordanoVerdini e il candidato presidente Gianni Chiodi, «Veltroni ha tradito alleandosi con Di Pietro. Mentre Berlusconi ha avuto coraggio, ha fondato il vero bipartitismo, e il 13 aprile i cittadini ci hanno dato ragione mandandoci al Governo dell'Italia».
Agli Azzurri piace l'esposizione di Verdini che passa da un argomento all'altro in una girandola di considerazioni, dall'ammirazione per Zapatero allo sconcerto per «quanto accaduto in Abruzzo». La missione abruzzese di Verdini è però intercettare i voti dell'Udc e dirottarli al centrodestra.
«Ecco, in Abruzzo», racconta «abbiamo il Pdl 2, ossia la casa di quanti con il cuore hanno aderito al Pdl 1, ne sono stati i protagonisti, ma ne sono rimasti fuori. La Pdl 2 è il ponte verso il nuovo partito nazionale e verso il gruppo unico regionale». La Pdl 2, Verdini non lo spiega lasciando all'intuito dei presenti, è la lista civica «Rialzati Abruzzo», nata da esponenti fuoriusciti dall'Udc e dirigenti della Dc di Giuseppe Pizza e, come ricorda l'avvocato Carlo Masci, «non dimentichiamo che ci sono anche i repubblicani del Pri». Masci con Chiodi sono i veri protagonisti della iniziativa pescarese di Verdini, che elogia ripetutamente entrambi. Chiodi a sua volta cita nel suo saluto «affettuosissimo» tre candidati presenti in sala, Nazario Pagano, Nicoletta Verì e Guerino Testa. Poi indica il vicesindaco di Ortona, Remo Di Martino, che in questi anni per tre volte ha atteso invano una candidatura alla Regione e al Parlamento per poi essere deposto all'ultimo minuto e gli tributa un saluto «davvero affettuoso».
Nel mezzo dell'incontro arriva il senatore Filippo Piccone che si scusa per il ritardo «sono stato trattenuto da impegni di Stato», spiega.
Il coordinatore nazionale riprende il filo del discorso e rilancia il piano degli azzurri. «Rafforzando il bipartitismo», spiega Verdini, «si ottengono tre vittorie: per l'Abruzzo, per il Paese e per i cittadini e poi», ricorda di nuovo, «diamo una mano al centrosinistra in affanno». Quanto alla situazione del Consiglio regionale abruzzese, dove ci sono 19 gruppi consiliari, Verdini sospira «spero in due soli gruppi, uno in maggioranza e l'altro all'opposizione. Se in Abruzzo abbiamo detto sì a due liste è solo perchè si sapeva che poi il gruppo sarebbe stato unico. Vogliamo che i cittadini abruzzesi sappiano che ci sarà un presidente e un gruppo consiliare. A due gruppi del Pdl avrei detto no». Per stroncare sul nascere qualche dubbio circa la vera volontà di Rialzati Abruzzo di confluire nel gruppo unico del Pdl, in sala si ricorda che Carlo Masci, ha già ottenuto un riconoscimento nazionale da Forza Italia: «È tra i 100 costituenti del Pdl individuati in tutto il Paese».
Nel suo intervento Chiodi rivendica che il Pdl è stato coerente. In Abruzzo ha voluto proporre il modello nazionale, mentre il centrosinistra non lo è stato. «Qui è stata sconfessata l'intuizione di Veltroni e c'è una coalizione che propone uno schema vecchio e superato che va da Rifondazione ai Verdi fino a Di Pietro. Questa coalizione ha due programmi elettorali: uno del candidato dell'Idv e uno del Partito di Rifondazione. Quanto all'Udc», osserva Chiodi, «si è comportata come nella favola di Fedro, è stata opportunista».
Alla domanda se non era meglio, a questo punto, evitare una lista civica e fare solo una lista del Pdl, Chiodi lancia riconoscimenti: «Il Pdl 2 è una lista composta da politici di qualità che non appartenevano nè ad An nè a Forza Italia e che vogliono partecipare alla costituzione del Pdl». Per Piccone, invece, «se avessimo fatto una lista unica con Masci avremmo fatto un altro listino».

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