In Abruzzo è arrivata a un punto cruciale la programmazione dei fondi Fas per gli anni 2007-2013 (Fondo per le aree sottosviluppate), uno dei principali strumenti di finanziamento delle attività della Regione. Si tratta di gruzzoletto di risorse già ridotto dal governo nazionale (da 847 a 811 milioni di euro), che tuttavia sono ossigeno in una regione particolarmente colpita dalla crisi economica e finanziaria, e sulle quali la Cgil Abruzzo ha presentato alla giunta regionale un pacchetto di proposte.
Per cominciare la Cgil ha apprezzato la scelta di programmare e gestire i fondi in coerenza con gli obiettivi fondamentali cui sono finalizzati. Va inoltre apprezzato l'impegno assunto insieme ad altre Regioni per evitare che questi fondi siano ulteriormente ridotti o «usati come un bancomat» dal governo, cioè fondi da utilizzare per altre ragioni. In questa fase la Cgil ha condiviso, rispetto alle priorità individuate nel quadro strategico nazionale, gli obiettivi relativi alla ricerca e l'innovazione, la valorizzazione delle risorse naturali e culturali, la mobilità, nonostante alcuni capitoli vadano ulteriormente specificati. In particolare il nostro sindacato ha chiesto alla Regione un maggiore investimento sull'edilizia scolastica, la cui diffusa inadeguatezza anche alla normativa sulla sicurezza richiederebbe fondi ben più consistenti che gli spiccioli stanziati dalle leggi finanziarie. Circa la valorizzazione delle risorse naturali, ha anche chiesto un intervento specifico sulle energie rinnovabili, in particolare attraverso una quota di finanziamento per gli edifici pubblici: un atto significativo verso i cittadini ed una scelta culturale e politica per le sedi della Regione.
E ancora. Pur condividendo l'impostazione generale sulle politiche industriali, la Cgil ha chiesto di comprendere specificamente anche i settori del tessile-abbigliamento, il calzaturiero e il polo dell'alta moda. Sul sostegno finanziario all'occupazione, sia nelle crisi delle grandi aziende che nella miriade di piccole imprese, il nostro sindacato ritiene che accanto al sostegno per tutti i lavoratori vada rafforzato l'impegno per i soggetti particolarmente deboli sul mercato del lavoro - giovani, immigrati e soprattutto donne - anche con azioni che tendano a facilitare, nelle piccole e medie imprese, la costruzione di reti aziendali e consorziate, rese più forti di fronte alla crisi.
Una particolare attenzione va infine rivolta al tema della «non autosufficienza», come gesto rivolto alla concreta inclusione sociale. Per dare vita a politiche coordinate di interventi pubblici, capaci di far fronte alla acuta crisi abruzzese, ogni azione va comunque realizzata con il massimo della trasparenza e della condivisione con i soggetti sociali: per questo, a monte di tutto, ribadiamo la richiesta di una rapida approvazione del protocollo sul partenariato regionale, già discusso e confrontato in sede istituzionale.
(*) Segretario regionale della Cgil-Abruzzo