Secondo l'amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, l'utilizzo del macchinista unico nei treni non è in discussione: "Avverrà - ha detto - e non c'è ragione che non avvenga. Visto che abbiamo la migliore tecnologia del mondo, non si capisce perché non dovremmo fare quello che stanno facendo altri paesi civili come Francia, Austria e Germania". Moretti ha partecipato in mattinata all'inaugurazione della mostra sui progetti del concorso internazionale di architettura per la nuova stazione centrale di Bologna. Presente all'evento anche il segretario regionale per l'Emilia Romagna del sindacato "Fast Ferrovieri", Roberto Santi, il quale ha denunciato la poca sicurezza dovuta all'impiego del macchinista unico. "Dire no - ha sottolineato Moretti - è da luddisti, unici al mondo e unici in Italia, perché ad esempio la Fer viaggia già con un solo macchinista, quindi la tecnologia è assolutamente sicura. E' stata acquisita a livello europeo. Bisogna lavorare e basta".
"Tutti i cittadini hanno diritto alla mobilità, non soltanto i pendolari. I diritti devono stare sullo stesso livello. Se pensiamo sempre in maniera demagogica e dunque che i diritti sono sempre e solo di una fascia di cittadini sbagliamo": così l'amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, risponde in merito alle proteste dei pendolari preoccupati dei possibili disagi e ritardi sulle loro tratte ferroviarie in vista dell'Alta Velocità. Moretti - conversando con i giornalisti a margine dell'inaugurazione, presso la Sala Borsa, della mostra del concorso internazionale di architettura per la nuova stazione centrale di Bologna - si è detto consapevole che "quello dei pendolari è un problema nelle grandi città e nelle ore di punta. Credo di essere stato il primo a denunciarlo e continuo a dirlo". Ma per venire incontro alle esigenze dei pendolari sarebbero necessarie più risorse: "Non abbiamo la bacchetta magica - ha spiegato Moretti - per creare risorse. Esse sono di due fonti: o di origine pubblica e le pagano tutti i cittadini attraverso le tasse, oppure attraverso prezzi e tariffe. Il cittadino pendolare che pensa di avere vantaggi da tariffe basse, poi se le troverà come tasse aggiuntive. Sono vasi comunicanti . Vero e' che in Italia dobbiamo affrontare i tema del trasporto nelle grandi città e nelle ore di punta. Lì dobbiamo concentrare investimenti e dare maggiore offerta per rendere anche più fluido il passaggio dei treni. E' inutile - ha concluso - che i pendolari poi vengano da me a lamentare i ritardi. Non so come fare. Dovrei raddoppiare il numero dei treni. Se potessi farlo ridurremmo anche i ritardi".