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Pescara, 30/04/2026
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Data: 05/12/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Via libera alle promozioni facili. La Giunta approva la delibera. Stabilizzati anche 73 precari. Tagliente: ricorso al Tar

PESCARA - Ce l'ha fatta, quasi sotto silenzio, con la benedizione del centrosinistra e il consenso dei colleghi. Solo un paio di assenze, tutte giustificate. Non ha mai avuto dubbi Giovanni D'Amico, assessore al Bilancio e al Personale: la sua delibera che mette in rampa di lancio per la promozione 500 dipendenti regionali e stabilizza 73 precari è passata così, liscia come l'olio. Insensibile alle censure e alle polemiche, all'impugnazione da parte del governo della legge sui precari che ricorda al centrosinistra che in prorogatio deve tenere le mani legate, alle proteste degli esclusi e alle poche voci che si sono levate dal centrodestra, l'assessore-candidato aveva annunciato: giovedì. E giovedì è stato. «Un atto dovuto, frutto di questi anni del mio mandato, di un lavoro condiviso e di una aperta e corretta trattativa con le organizzazioni sindacali e la Regione. Un atto attesto dai lavoratori da troppi anni e ai quali, nella mia funzione di assessore al Personale, mi sono sentito in dovere di rispondere». Si sente con la coscienza a posto, soltanto perchè le procedure concorsuali saranno demandate al prossimo governo regionale. Non fa niente che la delibera somigli tanto a un'operazione acchiappa-voti, che poteva essere presentata qualche mese fa o lasciata ai successori giusto per salvare la faccia, che un esecutivo in prorogatio deve limitarsi all'ordinaria amministrazione e questa di ordinario non ha proprio niente, che i dipendenti l'aspettavano da diciotto anni e guardacaso sono stati accontentati proprio adesso, D'Amico è soddisfatto e lo dice pure: «Con questa delibera si rimodula la pianta organica della giunta regionale in ordine ai posti vacanti». Ma lo schema e i numeri dell'assessore non stanno bene ai dipendenti esclusi, che sono tanti e pure incavolati: «Quando la pianta organica non superava le 1.700 unità, veniva conteggiato anche l'organico del consiglio regionale, circa 150 posti, che invece oggi è separato da quello della giunta. Inoltre durante i governi Pace e Del Turco sono stati trasferiti nella maniera più selvaggia possibile (unico requisito essere raccomandati dal presidente o dall'assessore di turno) un notevole numero di dipendenti provenienti da altre amministrazioni (circa 180 persone) nelle categorie C e D. Ora considerando anche i "rottamati" e i dipendenti trasferiti in Provincia con conseguente parziale azzeramento dei posti, com'è possibile raggiungere 1.900 posti in organico?». Senza contare che i soldi non ci sono.
Annuncia ricorso al Tar il consigliere azzurro Giuseppe Tagliente: «Non è bastato aver ridotto l'Abruzzo ad una regione impresentabile, il centrosinistra continua imperterrito la sua caccia alla clientela, con l'ennesima operazione sul personale condotta da quell'assessore D'Amico distintosi negli anni solo per aver assicurato la sua silente collaborazione ad ogni iniziativa della giunta Del Turco». Mentre l'Ugl propone la costituzione di una commissione tecnica per riorganizzare la struttura organizzativa regionale in maniera organica: «Successivamente - propone il segretario Luciano Di Giacomo - si potranno organizzare veri corsi di riqualificazione professionale, offrendo a tutti la concreta possibilità di ridare senso e dignità al proprio lavoro».

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