PESCARA. «Mentre in Abruzzo il Pdl fa proposte elettorali di fantasmagorici investimenti infrastrutturali, a partire dalla ferrovia Roma-Pescara, a Roma, invece, al Senato, dice no a tutto, in assenza e con la totale disattenzione dei senatori abruzzesi». Lo afferma il senatore Giovanni Legnini, componente della commissione Bilancio. «Il nuovo no», afferma, «è stato pronunciato, durante l'esame della Finanziaria, al ripristino dei 168 milioni per la ferrovia sottratti col primo decreto del governo Berlusconi». Secondo Legnini, «il no è stato pronunciato anche sulla proposta di reintegrare i fondi per i dipendenti di ditte private addetti alle scuole (ex Lsu e appalti storici) azzerati con la manovra di luglio». «Rischiano il lavoro e il salario», dice il senatore, «più di mille lavoratori della scuola solo in Abruzzo (40mila in Italia), che si aggiungono ai previsti tagli per il personale docente e Ata per circa 1800 unità nel triennio, previsti dalla manovra di luglio e dai vari decreti Gelmini. In passato, con il centrosinistra al governo, per l'Abruzzo arrivavano solo decisioni positive. Da quando governa Berlusconi arrivano solo tagli».
Legnini, insieme al senatore del Pd Luigi Lusi, vicepresidente della commissione Bilancio e ai big Rutelli e Marini, ha presentato un emendamento alla Finanziaria per «l'istituzione, al Ministero delle infrastrutture e trasporti, di un fondo, con la dotazione di 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011, per migliorare i collegamenti ferroviari ad alta frequentazione con i centri urbani, in particolare Avezzano-Roma».